ROVERETOTra i 200 studenti meritevoli premiati all'Itt Marconi in quest'ultimo scorcio di anno scolastico, compare anche il nome di Moustapha Mbaye, 20 anni, di origine senegalese, allievo della classe 5C dell'indirizzo Informatica. È salito sul palco del teatro d'istituto per ricevere l'attestato di merito dalla dirigente Daniela Depentori e il plauso di compagni e professori. Un importante riconoscimento per l'impegno e i risultati ottenuti dal giovane in ambito informatico, grazie all'ideazione di "Beet-us", un social ad hoc pensato per gli studenti del Marconi.

«Moustapha è un portento - ha commentato Alessandra Giordani, professoressa di informatica -, uno studente fantastico anche dal punto di vista umano. Non si è mai vantato dei voti e dei successi raggiunti, anzi, si è sempre dimostrato rispettoso e disponibile con tutti».

Dal canto suo Moustapha sembra quasi sorpreso di tanto clamore, lui che fino a quattro anni fa viveva in Senegal da uno zio. «In Vallagarina sono arrivato ad aprile del 2022 assieme a mia sorella - racconta il ragazzo -. Abbiamo raggiunto mio padre che era già residente a Nomi da anni, anche perché speravo di risolvere qui un problema alla gamba che ho fin dalla nascita. Non sapevamo l'italiano, parlavamo wolof, ma io alla scuola di Mbaké avevo già studiato inglese, francese e spagnolo».

In poco tempo non solo è riuscito a padroneggiare la lingua, ma anche a ottenere brillanti risultati scolastici. «Prima di arrivare al Marconi ho frequentato due mesi al Don Milani, dove ho seguito i corsi di italiano della rete delle scuole superiori. Poi mi sono trasferito all'indirizzo economico del Fontana perché volevo studiare economia e marketing. Sono stato promosso, ma avevo ormai capito che mi sarebbe piaciuto fare programmazione informatica e così sono passato al Marconi, entrando direttamente in terza».

Come ha vissuto il passaggio tra scuole?

«All'inizio avevo molte difficoltà, soprattutto per la barriera linguistica. Il mio italiano era buono ma non ancora avanzato, così mi sono aiutato guardando film, leggendo libri e parlando molto con le persone. Anche con l'informatica facevo fatica perché non sapevo niente di programmazione. Il mio primo voto è stato un'insufficienza ma poi, dopo molto impegno e studio, è arrivata la svolta. Ho incontrato l'insegnante di laboratorio Andrea Trentini che mi ha trasmesso la passione per l'informatica, incoraggiandomi molto e spiegandomi i concetti in modo semplice. E così ho iniziato anche a prendere bei voti».

E come ha trovato il sistema scolastico italiano rispetto a quello senegalese?

«Sono molto diversi, sicuramente la scuola senegalese è più selettiva ma lascia fuori tanti studenti che poi non arrivano al diploma. Qui i professori sono vicini agli studenti, curano la relazione anche fuori dall'aula e se sei in difficoltà ti aiutano a recuperare».

È stato premiato per l'ideazione di un social per la scuola, da dove è nata l'idea?

«In quarta ho imparato a costruire interfacce per siti web, durante lo stage in un'azienda che produce software ho imparato a creare Api, poi ho studiato anche i concetti di rete. Quindi mi sono detto: ora ho tutti i pezzi del puzzle e posso creare un social da solo per la mia scuola. Prima l'ho fatto per la mia classe, poi per tutti i ragazzi del Marconi che postano foto, commenti, libri da vendere o anche meme divertenti. Ora invece sto lavorando a una App specifica per prendere appunti, sempre per gli studenti».

Tra pochi giorni affronterà l'esame di maturità.

«Ho già superato il test di ammissione alla facoltà di Informatica a Trento. Il mio sogno è quello di specializzarmi nell'intelligenza artificiale applicata all'ambito medico. Prima però, a settembre, sarò all'ospedale Rizzoli di Bologna, per l'intervento che aspetto da tempo».