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ROVERETO. Sono 118 gli psicologi provenienti da tutta Italia, di cui 50 trentini, riuniti al centro di addestramento provinciale della Protezione civile per il 18° Campo scuola nazionale degli Psicologi dell’emergenza. Al centro delle tre giornate integrazione, gruppo, futuro e comunità, con un’attenzione particolare alla tutela delle fragilità e delle vulnerabilità nelle situazioni di emergenza.
All’avvio della seconda giornata è intervenuto il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, che ha sottolineato il ruolo degli psicologi all’interno del sistema della Protezione civile. «Lavorano senza strumentazione e attrezzi materiali, ma con un grande bagaglio di preparazione, competenza, umanità e sensibilità». Fugatti ha ricordato in particolare la tragedia della Marmolada e il sostegno offerto ai familiari delle vittime: «Nessuno dimenticherà mai la vostra presenza, la passione e l’altruismo dimostrati. Grazie per tutto quello che fate».
A evidenziare l’importanza del loro lavoro anche la sindaca Giulia Robol, assieme al dirigente generale Stefano Fait e al dirigente Bruno Bevilacqua. La presidente di Psicologi per i Popoli del Trentino Catia Civettini ha quindi tracciato il bilancio dell’attività: 77 interventi nei primi nove mesi del 2026, nove debriefing rivolti a Vigili del fuoco e Soccorso alpino, 35 presenze a eventi ed esercitazioni e 15 incontri formativi.
Tra le novità del Campo scuola di Rovereto c’è la sperimentazione di un sistema di indicatori per valutare in modo strutturato gli interventi psicologici in emergenza, individuandone punti di forza e criticità. I lavori affrontano anche il sostegno agli anziani fragili e alle persone con disturbi del neurosviluppo. Domenica 4 ottobre, nell’ultima giornata, è prevista un’esercitazione per mettere in pratica quanto approfondito durante il fine settimana.


