ROVERETO. Da anni è considerato un ecomostro, una ex fabbrica chiusa che i senzatetto hanno trasformato in un «appartamento» diffuso. A maggio, però, l'Ex Microleghe potrebbe sparire dalla geografia urbana e trasformarsi, come previsto dal Prg, in negozi, uffici, alloggi e un grande parcheggio da 220 posti macchina.

Quello spazio a due passi dal centro storico e proprio davanti al comando della polizia locale, d'altro canto, da anni attende di rinascere. Perché una volta era una fabbrica e poi, crisi in corso, ha smesso di produrre. Rimanendo un rudere, 13mila metri quadrati di stabilimento lasciati di fatto in mano a chi non ha niente e di notte ha bisogno di un tetto sopra la testa.

Il compendio - finito da un paio d'anni dentro la variante del Prg per provare a trasformarlo in un sito con negozi, un supermercato e abitazioni - dopo ampie discussioni sarà offerto al miglior offerente. E non stiamo parlando di briciole ma di 3 milioni 760mila euro con offerte a salire di 10mila euro.

Tanti soldi, quindi, ma che, stando ai calcoli affidati ai periti dal tribunale, promettono un ricavo di 50 milioni di euro. Certo, il «cadavere» urbanistico va abbattuto e bonificato ma le prospettive, dopo gli opportuni investimenti, sono rosee.

Quell'area enorme, per capirci, è uno dei luoghi abbandonati e degradati più a rischio di Rovereto. Le Microleghe, ex compendio industriale tra via Parteli e la statale del Brennero, da tempo è finita nel mirino urbanistico del Comune che ci aveva messo gli occhi per riorganizzare quell'angolo di città. Peccato, però, che sia proprietà privata - parliamo di Edilplank - e che sia finita all'asta per un fallimento.

La palla, insomma, passa agli investitori privati che, spendendo quasi 4 milioni di euro, possono assicurarsi un'area commerciale e residenziale in grado, come detto, di portare in cassa 50 milioni di euro.

Tornando all'acquisto, il Comune ha fissato dei paletti: chi acquisterà l'ex fabbrica dovrà demolire e bonificare prima di ricostruire.

L'aggiornamento del piano regolatore generale ha portato l'area a passare da artigianale a residenziale, turistico e commerciale, con ampi spazi verdi, pista ciclabile e parcheggio. «L'obiettivo dell'amministrazione è quello di favorire la demolizione degli edifici - spiegano da palazzo Pretorio - È un processo di ripianificazione consentito dalla normativa provinciale. Le destinazioni previste sono per l'uso residenziale, ricettivo, alberghiero e commerciale. Chi dovesse acquistare dovrà accollarsi gli oneri di abbattimento e di bonifica, il tutto a costo zero per il Comune».

Anzi, il vantaggio che la comunità trarrebbe dall'abbattimento dell'ex industria è duplice: oltre ad eliminare una bruttura che si affaccia sulla principale - se non l'unica - strada di attraversamento nord sud della città, si direbbe addio a un'area che è usata anche come base per lo spaccio. Nel caso di un futuro investimento, non ci sarà in ogni caso alcun centro commerciale. La metratura consente al massimo dei punti vendita e un supermercato. La variante al Prg prevede sulla parte Sud all'incrocio con via Parteli un'area con destinazione commerciale di medie strutture di vendita e sul piano viabilistico c'è anche l'inserimento di due intersezioni sulla rotatoria. Ci sarà anche un nuovo accesso alla statale tramite una strada interna. Previsto anche un arretramento dei nuovi edifici rispetto alla statale di quindici metri, una fascia di rispetto destinata a verde e ad una pista ciclabile. Il 10 maggio, dunque, si saprà se qualche imprenditori avrà voglia di ricucire quello spazio degradato di Rovereto.