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ROVERETO. Il progetto per dare una casa ai lavoratori dell’industria divide. La Cgil del Trentino torna a esprimere perplessità sull’iniziativa «Emergenza casa – abitare per i lavoratori», promossa dal Comune di Rovereto insieme a Confindustria. Il sindacato condivide l’obiettivo di affrontare la crisi abitativa, ma contesta il rischio di creare corsie preferenziali a danno delle fasce più fragili.
«Il primo criterio deve essere l’equità», sottolinea Manuela Faggioni, responsabile delle politiche abitative della Cgil e segretaria del Sunia. Il problema, spiega, riguarda anche chi lavora nel commercio, nel turismo, nei servizi e negli appalti, settori spesso caratterizzati da retribuzioni più basse. Riservare gli alloggi a un’unica categoria economica rischia dunque di lasciare senza risposte molti lavoratori in difficoltà.
Per il sindacato gli alloggi pubblici devono essere assegnati sulla base dei bisogni e delle graduatorie, dando priorità alle situazioni di maggiore fragilità. C’è poi un altro nodo: legare l’affitto al contratto di lavoro potrebbe significare perdere contemporaneamente occupazione e abitazione.
La Cgil chiede quindi a Comune e Provincia interventi strutturali: nuovi alloggi sociali e a canone moderato, incentivi per riportare sul mercato le case sfitte e misure contro la speculazione immobiliare. L’obiettivo, ribadisce il sindacato, deve essere garantire risposte eque a tutta la comunità, senza contrapporre i bisogni delle diverse categorie di lavoratori.


