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ROVERETO. Ci sono più di seimila roveretani direttamente interessati alle procedure decise dal tavolo di coordinamento che si è tenuto venerdì al commissariato del governo. Persone che domenica mattina, 11 gennaio, dovranno lasciare le loro abitazioni perché sono all'interno della zona rossa, la zona che sarà "critica" durante le operazioni di prelievo e disinnesco della bomba della seconda guerra mondiale ritrovata all'interno del cantiere per la nuova casa di riposo di via Ronchi.
Fra chi dovrà evacuare, anche i vigili del fuoco volontari di Rovereto. La caserma, infatti, si trova in linea d'aria a poche decine di metri dal luogo dove la bomba ha riposato per anni e, dopo esser stata scoperta nel corso della bonifica bellica nell'area interessata al cantiere, lo fa con tutte le tutele del caso messe in campo dall'esercito. Caserma quindi che sarà evacuata ma questo non inciderà sul servizio di pronto intervento da parte dei volontari che saranno dislocati con le attrezzature del caso in varie parti della città e saranno in parte ospitati dai colleghi di Mori e di Volano.
Ma andiamo con ordine. «Alle 5 di domenica mattina - spiega il comandante Davide Zoara - saremo in caserma per iniziare le operazioni di evacuazione che interesseranno anche i nostri mezzi. Sono 35 i pompieri roveretani che quel giorno saranno in servizio e in loro supporto ce ne saranno pochi di meno degli altri corpi volontari di Volano, Mori, Trambileno, Terragnolo e Vallarsa».Ma l'evacuazione della caserma è solo il primo passo. Anche nella "giornata della bomba" i vigili del fuoco sono chiamati ad essere pronti ad intervenire in caso di urgenze emergenze non per forza legate alle operazioni di disinnesco. «Saranno attivati due presidi - prosegue Zoara - uno nella caserma dei pompieri volontari di Mori e l'altro a nord in quella dei colleghi di Volano». Lì ci sarà personale e attrezzatura per la cosiddetta "prima partenza" mentre il necessario per la "seconda" sarà sistemato al centro della protezione civile di Marco con il furgone adibito per le maxi emergenza e quindi assolutamente autonomo per quanto riguarda la gestione delle comunicazioni.
A Marco ci sarà anche un presidio "umano" visto che sarà il centro di raccolta degli evacuati che vorranno trascorrere lì le ore in attesa del via libera al rientro a casa. «Una partenza sarà presente anche alle Porte di Trambileno - prosegue Zoara - con l'autoscala distrettuale che arriverà da Folgaria. Inoltre ci saranno dei vigili in caserma anche nelle sedi di Trambileno, Terragnolo e Vallarsa». Un piano importante che coinvolge diversi volontari, un numero sensibilmente più alto rispetto ai turni normali, perché la giornata sarà diversa rispetto ad una qualsiasi altra domenica.Non è la prima volta che Rovereto affronta il disinnesco di un residuato bellico. Una mappatura dei raid aerei alleati affidata qualche anno fa al Museo della guerra ha calcolato in circa duemila le bombe inesplose che tuttora si trovano nel sottosuolo del Trentino, frutto indesiderato dell'incessante campagna di bombardamenti da parte dell'aviazione americana tra il 1944 e il 1945. Molte di queste sono state sganciate su Rovereto in quanto direttrice Sud-Nord tra Italia e Europa: strade, ferrovia del Brennero e ponti erano bersagli obbligati per tagliare fuori i tedeschi. A questi vanno poi aggiunti gli «svuotamenti» degli aerei germanici in ritirata al termine del conflitto che, per volare più velocemente e in sicurezza, si sono liberati del carico bellico proprio sorvolando la città della Quercia prima di alzarsi sopra le Alpi. Ma.D.


