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ROVERETO. Se non è una baby gang poco ci manca. Di sicuro si tratta di criminali, ancorché in età verde, o comunque di ragazzetti che hanno deciso di ammazzare il tempo facendo assalti agli esercizi commerciali. Per la tabaccheria all'angolo tra via Paoli e via Indipendenza, tra l'altro, è il secondo colpo in sei anni. Il primo, nel 2016, è stata una rapina bell'e buona e i protagonisti erano adulti. Stavolta - e stiamo parlando di lunedì notte - ad assaltare la bottega sono stati dei giovinastri forse in cerca di «emozioni forti».
Giovanotti nemmeno maggiorenni, o forse in attesa di soffiare sulla sospirata diciottesima candelina, che si sono organizzati per colpire. E non lo hanno fatto nel cuore della notte ma sul metaforico din don dan delle campane che segnalano il passaggio da un giorno all'altro.
La gang, sette ragazzi secondo il filmato delle telecamere di sicurezza, nella tardissima serata di lunedì hanno deciso di fare scorta di contanti, sigarette e «Gratta e vinci» senza spendere un euro. E così hanno preso di mira l'edicola di Angelo Sotgia e Jessica Vicenzi. Un colpo che pare a metà tra la voglia di arraffare e quella di passarsi una serata «trasgressiva».
Fatto sta che la banda si è armata con i blocchi di cemento del vicino cantiere di piazzetta XXV Aprile con i quali ha bastonato di brutto la porta a vetri del negozio che di cedere sembrava avere poca voglia. Tutto questo è successo verso le undici e mezza. Non riuscendo ad aprirsi il varco, i banditi in erba si sono allontananti per tornare verso mezzanotte e provare, stavolta con successo, ad aprirsi il varco.
La vetrata, infatti, ha ceduto e mentre quattro si sistemavano sull'incrocio per fare da palo, in tre sono entrati nella tabaccheria ed hanno arraffato tutto quello che potevano: contanti del fondo cassa, pacchetti di sigarette e pacchi di tagliandi della lotteria istantanea che, in situazioni «urbane», non avrebbero potuto acquistare visto che, con ogni probabilità, si tratta di minorenni.
Quando la porta ha ceduto sotto i colpi delle arieti di cemento, ovviamente, l'allarme ha lanciato il proprio urlo di richiamo. E sopra l'edicola abitano i gestori che, buttati giù dal letto e vestitisi in fretta e furia, sono scesi in strada giusto in tempo per vedere la baby gang fuggire.
«Purtroppo Rovereto è diventata così, pericolosa. - allarga le braccia sconsolato Angelo Sotgia (nella foto) - In questo caso hanno sfondato il vetro utilizzando le basette di cemento armato del cantiere di piazza XXV aprile. Dalle immagini delle telecamere si vede che hanno lavorato per un quarto d'ora nel tentativo di sfondare il vetro, poi si sono allontanati per un quarto d'ora e quindi sono tornati. Dai filmati si vede che si tratta di ragazzi tra i 17 e i 18 anni. Tre sono entrati, quattro sono rimasti fuori e facevano il palo, Purtroppo sta andando così a Rovereto. É un peccato, una volta era una città tranquilla».


