Quando ha fatto domanda per richiedere l’abbonamento gratuito dei trasporti per gli over 70, Cesare Manfrini, che di anni ne ha quasi 100, mai si sarebbe immaginato che a portargli il nuovo tesserino si presentasse il presidente Fugatti in persona. L’altra mattina, invece, al bar Class di corso Bettini, gestito dai nipoti di Cesare, Francesco e Virginia Manfrini, il presidente della Provincia assieme a tutta la sua giunta si è fermato per consegnare l’abbonamento al nonno di Noriglio. Cappello da alpino in testa e due croci di guerra al merito, Cesare Manfrini, classe 1919, nonostante una brutta caduta, che l’anno scorso gli è costata la frattura di tre costole, ancora oggi utilizza la linea 2 per recarsi in città o raggiungere la sede dell’amato gruppo alpini di Noriglio. Senza alcuna paura.

Lui che visse sulla propria pelle il dramma della Seconda guerra mondiale, della prigionia e dell’internamento. Come rievoca lui stesso con estrema lucidità, fu chiamato alle armi il 16 marzo 1940, prestando servizio nella 66ª compagnia del 7° Alpini Battaglione Feltre. «Mi trovavo sul fronte francese quando mi si congelarono le gambe. Da quella volta - racconta Cesare mostrandoci le caviglie nude - non ho più indossato i calzini».

Dopo la convalescenza, venne spedito sul fronte greco-albanese fino all’aprile del 1941, prima di essere mandato a contrastare la rivolta jugoslava scatenata dal generale Tito. Trasferito di nuovo in Francia, l’8 settembre 1943, data dell’Armistizio, vene catturato dai tedeschi e deportato in un campo di concentramento in Germania, dove gli americani lo liberarono solo il 21 aprile 1945. Il conflitto era finito. E il 6 luglio dello stesso anno Manfrini riesce a tornare, non senza difficoltà, a casa. Dopo tanti rischi e sacrifici era arrivato il tempo di non pensare più alla guerra, ma piuttosto a trovare un lavoro (prima come muratore e poi come bidello alle Orsi) e farsi una famiglia.

Un testimone di altri tempi che ieri il presidente Maurizio Fugatti ha voluto incontrare di persona, ringraziandolo per il suo impegno militare e civile e consegnandogli il tesserino dei trasporti che aveva richiesto e con il quale potrà muoversi liberamente sui mezzi pubblici. Impresse sulla scheda magnetica una sua foto e la sua data di nascita: 25 novembre 1919. «Fin quando ce la farò la timbrerò per spostarmi da viale dei Colli, dove abito, fino in centro città o per andare trovare i miei amici e gli alpini di Noriglio».