ROVERETO. Il nonno aveva combattuto per un Paese straniero. Era copilota dell'aviazione americana venuta in Europa per contribuire a mettere fine alla Seconda guerra mondiale. Un conflitto che, esattamente come il primo, si è portato via la meglio gioventù. E che non ha insegnato nulla all'umanità visto che l'anno che si chiude ha portato più croci di cicogne.

Quel tramonto del 1944, comunque, terminò con l'aereo statunitense precipitato a Castellano e con uno dei militari - Samuel Cain Burch - che era riuscito a lanciarsi col paracadute e atterrare a Noarna. Ma fu preso dai tedeschi e morì pure lui. Quell'evento, però, tiene viva la memoria e alimenta amicizie distanti, nello spazio ma non nell'affetto. Perché gli eredi, contattati dal «Laboratorio di ricerca storica don Zanolli» di Castellano, hanno scelto di volare fino in Vallagarina per visitare i luoghi della dipartita del parente.

Approfittando delle feste di Natale, l'associazione ha avuto l'onore di accogliere un ospite speciale proveniente dalla Georgia (Stati Uniti appunto) insieme alla sua famiglia. Samuel (che porta il nome del nonno) è il nipote del copilota che, l'11 novembre 1944, perse la vita insieme ad altri cinque membri dell'equipaggio nello schianto del B-25 sopra Castellano.

«Grazie mille per la vostra ospitalità e per aver condiviso con noi la storia di mio nonno. - così Sam junior - Le parole non possono esprimere quanto questo abbia significato per la mia famiglia». L'incontro è iniziato proprio a Noarna, con i racconti di Luigi Fiorini, che tutti conoscono come «Gigi Stube», testimone oculare che all'epoca dei fatti aveva solo cinque anni.

La giornata è proseguita con una visita al cippo commemorativo presso la cappella dei caduti, al Laboratorio di ricerca storica e al luogo dello schianto. Samuel, visibilmente emozionato, ha ricevuto un frammento dell'aereo che porterà con sé in America come ricordo del tragico destino del nonno (allora ventiduenne) che sacrificò la sua vita per la libertà.

A Castellano, ancora oggi, è possibile trovare qualche resto del jet da combattimento dell'Air Force a stelle e strisce abbattuto 80 anni fa. E le lacrime del «giovane» Samuel Cain Burch sembrano ribadire un concetto troppo spesso dimenticato: la guerra semina morte e desolazione. Gli anziani, tra l'altro, quell'evento se lo ricordano ancora. Tanto che ad accompagnare l'ospite d'oltre Oceano sul luogo della tragedia è stato proprio Gigi, che quello schianto l'ha visto in diretta.

L'aereo, partito dalla base di Ghisonaccia sulla costa orientale della Corsica, fu spedito in Vallagarina, assieme ad altri 18 mezzi, con l'obiettivo di bombardare il ponte ferroviario di Calliano. In quella tragica mattinata del 1944 il B25-J Mitchell bimotore fu colpito dalla contraerei tedesca. L'ala sinistra prese fuoco e, avvolto da un fumo nero, l'aereo cominciò a perdere quota. Grazie all'abilità e all'eroismo del pilota il paese di Castellano fu salvo.

Il caccia si schiantò con una forte esplosione in un prato in località Roz e per i membri dell'equipaggio non ci fu scampo. «American heroes», vennero chiamati Jared H. Grossmith, John C. Seddon, Robert L. Fetter, Cyril C. Jewer e Hassan Allay. All'appello si aggiunge anche Samuel Cain Jr., gettatosi col paracadute e atterrato a Noarna dove però fu prelevato dai tedeschi. La caduta del caccia destò grande paura e curiosità in paese.

Una decina d'anni fa Carlo Baroni, classe 1933, ricordava: «Ero nel bosco a far legna con mio padre quando una di quelle fortezze volanti fu colpito e s'incendiò». Con una virata evitò le case.Dopo otto decenni dall'episodio, il nipote ha voluto mostrare ai figli dov'era morto il nonno che non hanno mai conosciuto. Morto per far cessare una guerra che ha allagato di sangue l'Europa. E il legame tra Samuel Junior e il Laboratorio di Castellano è servito per tenere viva la memoria, per non dimenticare.