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ROVERETO. Nel recente passato alcune associazioni avevano gridato allo scandalo: «É con estrema preoccupazione che assistiamo all'abbattimento indiscriminato di alberi lungo le rive del fiume Adige, un'azione che sta causando gravi danni all'ecosistema fluviale e alla sicurezza idrogeologica del nostro territorio». Queste erano state le parole del «Comitato permanente di difesa delle acque del Trentino» di fronte alle attività di esbosco in Vallagarina lungo gli argini dell'Adige, appunto, che secondo gli ambientalisti rischierebbero la desertificazione.
Per la Provincia, invece, tagliare piante e tenere puliti i bordi del maggiore fiume della regione è indispensabile per la sicurezza dei territori in caso di piene. Tanto da aver stanziato 200mila euro per rimuovere detriti legnosi dai piloni dei ponti fino a Borghetto e per sfalciare l'erba eliminando le specie infestanti e invasive come la robinia e l'ailanto.
La perizia esecutiva affidata da piazza Dante è stata consegnata al servizio Bacini montani che dal 2012 si occupa della pulizia dell'Adige. «In ordine alle priorità indicate nel Piano di gestione della vegetazione del fiume Adige - precisa il dirigente Lorenzo Malpaga - secondo quella che è la situazione dello stato reale, si propongono interventi di taglio della componente arborea nelle pertinenze dei ponti, con maggior attenzione per i tratti che interessano le città e la valle fino al confine provinciale di Borghetto. Per quanto riguarda lo sfalcio dell'erba e dei polloni, in particolare delle specie invasive, viste le caratteristiche fluviali e degli argini del fiume l'Adige si propone di provvedere allo sfalcio e al contenimento della vegetazione».
Le tipologie di intervento riguardano il trattamento degli arbusti cresciuti sulle sponde e nelle golene. Si lavorerà poi sullo sfalcio degli argini e delle pertinenze demaniali provvedendo a rimuovere i pezzi di alberi fermati dai ponti, ma anche tagliando le ceppaie e provvedendo alla manutenzione dei percorsi pedonali e ciclabili.
L'intervento, tra l'altro, riguarda pure il monitoraggio durante le piene e le attività di supporto e preparazione delle opere idrauliche. «Il taglio della vegetazione potenzialmente pericolosa per il deflusso è richiamato nelle norme di attuazione del Piano di utilizzazione delle acque pubbliche».
Piante ed erba, d'altro canto, sono un elemento presente lungo le sponde dell'Adige che richiede un'adeguata attenzione. Anche perché si registra un'interferenza con le dinamiche idrauliche, riuscendo a modificare il moto della corrente e la capacità delle opere di mitigare il rischio di esondazione.
I Bacini montani si sono dotati di un piano di gestione della vegetazione lungo l'Adige proprio per rendere strutturale la gestione razionale e pianificata nel tempo della componente vegetale. Il piano si basa su uno studio della pericolosità idraulica dei vari tratti di fiume, individuando le modalità di azione per mitigare il rischio sociale, ambientale e normativo.
N.G.


