PHOTO
ROVERETO. Negli ultimi giorni Rovereto ha perso una figura familiare e discreta, un volto che per due decenni ha fatto parte della quotidianità cittadina. È scomparso Sergio Zuanelli, storico proprietario del chiosco di polli allo spiedo, patatine fritte e panini che - con la moglie Concetta Li Destri - aveva accompagnato e deliziato il palato di intere generazioni cresciute nella città della Quercia. Dal 1989, per vent’anni, il chiosco non è stato solo un punto di ristoro ma pure un luogo di incontro e ritrovo per famiglie, lavoratori, giovani e meno giovani. Per gli studenti rappresentava una tappa immancabile durante le lunghe giornate divise tra lezioni, prove, interrogazioni e uscite con gli amici in centro città.
Prima sulle ruote di un furgone mobile e successivamente all'interno dello storico chiosco fisso, Sergio e Concetta hanno osservato con attenzione i cambiamenti - più o meno veloci - di Rovereto e dei suoi abitanti stabilendosi in posizioni strategiche, prima in via Rebora proprio di fronte all'Oratorio Rosmini e poi nell'area verde dinanzi a palazzo Balista (l'attuale parco Giacomelli). Con il suo lavoro instancabile, Sergio sapeva costruire rapporti autentici con la clientela puntando su semplicità e qualità. I polli allo spiedo e le sue celebri patatine fritte - diventate una sorta di leggenda un po' per tutti - erano il frutto di una linea chiara e trasparente: attenzione alle materie prime, cura nei dettagli e un approccio affettuoso per ogni persona che fosse di passaggio.
Dietro il consueto bancone, Sergio e Concetta non erano semplici commercianti, ma una presenza rassicurante e gentile anche nei momenti più concitati e frenetici delle giornate. Un rapporto personale che, ora, in molti ricordano con affetto e un pizzico di malinconia. Un legame di amicizia che, non a caso, affiorava in particolare nei piccoli gesti: per i clienti più affezionati e fedeli, a Natale, c’era sempre un pollo in regalo, un dono semplice ma carico di gratitudine. Nel 2009 era arrivato il momento della meritata pensione, ma il segno lasciato da Sergio e Concetta a Rovereto è rimasto indelebile nella memoria di chi ha vissuto una pausa pranzo sotto il sole cocente o una cena al tramonto sulle panchine del parco, che unisce via Paganini, via Don Rossaro, Via San Giovanni Bosco e via Rebora. Una tradizione che si ripeteva settimana dopo settimana nelle pieghe di una città che è cambiata, e sta cambiando, rapidamente. (luga)


