ROVERETO. Protagonisti indiscussi del teatro danza contemporaneo italiano, Michele Abbondanza e Antonella Bertoni hanno festeggiato negli scorsi giorni i trent'anni dalla fondazione della compagnia che porta il loro nome. Romana lei, trentino di origini pugliesi lui, i due artisti intrecciano i loro destini nei primi anni Novanta nella città d'arte per eccellenza: Parigi. All'Opéra, il tempio del balletto, l'étoile e coreografa statunitense Carolyn Carlson, con la quale entrambi studiano, ha già introdotto da vent'anni la danza a piedi nudi. È del 1989 la prima serata firmata dalla coppia Abbondanza e Bertoni, mentre nel '95 viene ufficialmente fondata la compagnia, che debutta nello stesso anno con lo spettacolo "Spartacus".

Abbondanza/Bertoni è presto riconosciuta tra le più importanti e prolifiche compagnie di teatro danza d'Italia. Una realtà artistica che unisce da sempre la creazione di spettacoli a percorsi di ricerca e formazione scenica, come il progetto "Scuola d'Azione" al teatro alla Cartiera di Rovereto, dove la compagnia ha stabilito la propria residenza artistica fin dal 2005. In tre decenni di instancabile ricerca, il percorso della compagnia ha attraversato sempre nuove e differenti dimensioni: il cinema, la televisione, l'opera e il teatro musicale, in una inesauribile esplorazione di linguaggi e combinazioni differenti. Del 2010 è la partecipazione di Bertoni alla trasmissione televisiva "Vieni via con me" di Fabio Fazio e Roberto Saviano, mentre del 2014 è la celebre incursione della compagnia nell'opera lirica con "Armida" di Gioachino Rossini, per il "Rossini opera festival" di Pesaro. Molte poi le collaborazioni memorabili, una su tutte l'incontro con il cinema di Bernardo Bertolucci e la partecipazione all'indimenticabile film "Io ballo da sola" (1996), con alcune apparizioni in scena dei due danzatori.

Fin dai primi anni parte dell'identità della compagnia è tracciata dai progetti con i bambini, ne è segno lo spettacolo "Romanzo d'infanzia", che ha raggiunto oltre 700 repliche in quattro differenti versioni. «L'insegnamento è la scintilla che si accende tra maestro e allievo - dichiara Michele Abbondanza - senza che nessuno dei due abbia una priorità. Stai veramente imparando quando sei in grado a tua volta di insegnare quello che hai appreso». La pedagogia ha continuato a esercitare un ruolo decisivo nel percorso artistico della coppia, tanto che nel 2012 è nata la "Piccola compagnia Abbondanza/Bertoni" che oggi ha all'attivo tre produzioni. Ma insegnare non significa rivolgersi soltanto ai più piccoli, si traduce piuttosto nella cura per i nuovi autori cresciuti in seno alla compagnia, poi accompagnati nel loro percorso artistico individuale. Un'attitudine alla trasmissione dell'arte che negli anni ha portato la Abbondanza/Bertoni a farsi luogo di formazione, confronto e sostegno per nuove generazioni di artisti. «L'arte, e quindi l'artista, è l'unico antidoto per un presente doloroso e un futuro pieno di rabbia», commenta Antonella Bertoni. «L'artista può permettere all'essere umano di tornare a credere nell'utopia della felicità - aggiunge Abbondanza - anche senza dover necessariamente capire, finalizzare o consumare qualcosa».

Numerosissimi i riconoscimenti sulla scena nazionale e internazionale ricevuti dalla compagnia Abbondanza/Bertoni nel tempo, come il premio Ubu per il miglior spettacolo di danza, vinto nel '21 con "Doppelganger", e il premio Danza&Danza alla carriera, attribuito nel '25 all'unanimità dalla redazione del celebre magazine al duo di artisti come punto di riferimento della danza italiana contemporanea in qualità di coreografi, performer e pedagoghi. «I premi più belli sono stati forse i primi - commentano entrambi i danzatori - quelli che in gioventù ci hanno confermato di essere sulla strada giusta». Il pubblico del "teatro danza" di oggi è necessariamente diverso da quello di trent'anni fa? «Certamente il pubblico è cambiato - riflette Bertoni - nella misura in cui è cambiato l'essere umano dal Novecento ad oggi. Forse il pubblico è anche un po' più numeroso, e questa è una bella conquista. Per i progetti del futuro lavoriamo sempre guardando avanti, guidati dalle idee e dalla super squadra che ci circonda. Oltre alla produzione di spettacoli Abbondanza/Bertoni, cerchiamo di essere punto di riferimento per gli altri, cerchiamo di "dar forma al luogo", in termini di produzione, ospitalità e visibilità, mettendo al centro l'esperienza fisica. Desideriamo continuare a trasmettere, affinché dalla "vecchia quercia" spuntino sempre germogli nuovi».