ROVERETO. Una novantina di fontane, di cui la metà funzionanti, è il patrimonio zampillante di Rovereto «città dell'acqua». La mappatura dei punti di erogazione pubblica cittadini - si tratta in quasi tutti i casi di opere d'arte o comunque di sculture di un certo pregio - è stata avviata circa tre lustri fa e, nel tempo, ha consentito al Comune di intervenire per iniziare a ristrutturare un parco artistico che rischia di essere devastato dal degrado, dall'incuria e dagli agenti atmosferici.

Il lavoro di pulizia e manutenzione di questi splendidi dispensatori di oro azzurro - in grado, da soli, di finire negli obiettivi delle macchine fotografiche e nei «selfie» da smartphone di migliaia di turisti affascinati - sta procedendo da ben quattro consiliature con amministrazioni che, di volta in volta, hanno raggranellato i soldini necessari per completare l'opera. Che, per ragioni di risparmio, è a mosaico non essendoci, di fatto, un piano puntuale e preciso di restyling delle tante fontane della città e delle frazioni.

Poco male visto che, dopo i ritocchi indispensabili degli anni scorsi, il Comune si è preso a cuore la questione e, un appalto alla volta, sta cercando di completare il restauro delle novanta «statue ad acqua» che rendono preziose le nostre piazze e le nostre vie storiche. Non a caso sono tornati a splendere, tra gli altri, i manufatti di piazzetta Sant'Osvaldo, Due Spine in Santa Maria e in corso Bettini.

Ma i primi soldi stanziati per rigenerare le fontane risalgono al sindaco Guglielmo Valduga che ha dato il «la» ad un'operazione fondamentale di sistemazione urbanistica, antidegrado e turistica. L'assegno d'esordio era cospicuo: 70mila euro per ripulire e ripristinare le fontane di piazza Erbe e del Nettuno in piazza delle Oche, rimaste chiuse a lungo.

Da lì in poi ci si è dedicati alla rinascita di fontanelle di pregio ospitate nei rioni oltre che in centro storico. Insomma, seppure a piccoli passi si vuole rimettere a nuovo il patrimonio storico, artistico, culturale e... dissetante di Rovereto.

Dopo la prima tornata, a palazzo Pretorio si è deciso di affidare un secondo passaggio di manutenzione e pulizia delle fontane del cuore urbano. Alcune, come nel caso del Nettuno, hanno avuto bisogno di cure supplementari per colpa dei vandali. Che negli ultimi anni si sono presi pure la briga di rubare il tridente poi rimesso al suo posto.

Quella di piazza delle Oche, d'altro canto, è una delle più belle fontane della città, opera dello scultore Domenico Molin e risalente al 1736. Nella centralissima piazza Battisti, però, ci è finita solo nel 1976.

La più immortalata da telefonini e macchine fotografiche, comunque, resta sempre la vasca zampillante di piazza Rosmini. Che, spesso e volentieri, ha bisogno di una passata di «strofinaccio». Al di là dell'intervento «umano» - vandali o giù di lì, appunto - a deturparla è soprattutto la presenza di alghe ma ci mette del suo anche lo smog condito da una buona dose di calcare.

Insomma, mantenere il decoro del manufatto preferito da cittadini e visitatori è un lavoro non da poco. Tant'è che l'amministrazione comunale ha sperimentato un nuovo sistema ad impulsi magnetici che, dopo tre mesi di prova con dispositivi a noleggio, ha deciso di acquistarli e inserirli per sempre dentro il fontanone risolvendo una volta per tutte la questione pulizia.

Un domani, chiaramente, questa soluzione potrà essere adottata anche per conservare e salvaguardare le altre fontane storiche cittadine. Intanto, però, si comincia con piazza Rosmini, con la depurazione dell'acqua attraverso gli impulsi elettrici multifrequenza «Acquaring» forniti dalla ditta «CcCWItalia srl» con una spesa di 5.600 euro.

Il test, dunque, ha portato carico. «Già al termine del primo mese di sperimentazione - conferma l'amministrazione comunale - si è rilevato un significativo miglioramento sulle formazioni algali e sulla comparsa di patine biologiche nonostante il periodo estivo caratterizzato da temperature elevate che favoriscono tali fenomeni. Il getto dei giochi d'acqua presenta inoltre un'altezza e una regolarità ottimale, indice di un migliore funzionamento idraulico del sistema di ricircolo con sensibile riduzione delle incrostazioni di calcare nelle tubazioni rispetto alla situazione iniziale.

Nel complesso, quanto osservato durante il periodo di monitoraggio evidenzia l'efficacia del dispositivo AquaRing e un significativo miglioramento delle condizioni di esercizio e manutenzione della fontana. Alla luce dei risultati ottenuti si ritiene opportuno dare corso alla installazione permanente del dispositivo in parola al fine di tutelare l'integrità del patrimonio dell'ente territoriale e garantire adeguati standard di manutenzione e di sicurezza».