Ai campi da calcio del centro sportivo Baratieri in via Sabbioni d’ora in poi si potrà accedere solo ed esclusivamente se autorizzati. Il Comune e le società sportive che gestiscono gli impianti per conto dell’ente pubblico, ossia il Gruppo sportivo Sacra Famiglia e l’Unione sportiva San Rocco, non sono più disposti a chiudere un occhio di fronte ai ragazzi che puntualmente scavalcano le recinzioni per accedere agli impianti.
 
Il nuovo regolamento è stato disposto dal Comune tramite un’ordinanza firmata dal dirigente del servizio di sviluppo economico e cultura, Simonetta Festa. Ciò significa che non potrà mettere piede nei due rettangoli da gioco in sintetico (il piccolo ha una dimensione di 40x20 metri, il grande di 40x30 metri) «chiunque non sia in possesso delle regolare concessione d’uso ovvero non sia autorizzato ad accedervi da un soggetto in possesso della citata autorizzazione, e comunque sotto sua diretta sorveglianza e responsabilità».
 
«Siamo sempre stati molto tolleranti in questo senso, sia noi delle società sportive che il Comune - commenta Lino Trainotti, presidente dell’Us San Rocco - ma dobbiamo mantenere l’integrità e anche la sicurezza. Per questo è stata emessa l’ordinanza, per la prima volta». 
 
Purtroppo è già capitato più di una volta, come racconta lo stesso presidente, che a seguito di queste «incursioni» sia stata trovata la porta di accesso ai campi sbullonata oppure la rete della recinzione tagliata. Danni a cui spesso sono le stesse società che devono far fronte, di tasca loro, perché non è pensabile che ogni volta che rilevano un danno di questo tipo chiamino il Comune. «Dobbiamo tutelare gli impianti ed anche la sicurezza di tutti: sia di quelli che frequentano i campi con le nostre società sia di coloro che vengono da fuori», precisa ancora Trainotti.
 
Fino ad ora si è fatto appello al buon senso, si è cercato di comprendere il fenomeno. Non è facile per nessuno andare a dire a dei ragazzi che giocano al pallone di andare via, avere la responsabilità in qualche modo di metterli su una strada. Eppure ci sono delle regole, e vanno rispettate. «Doveva essere stata fatta molto prima - conclude il presidente Trainotti - Noi abbiamo il dovere di mantenere le cose che ci sono state date. Non vuole essere un atto punitivo nei confronti di questi ragazzi ma culturale e di salvaguardia. Nel rispetto della legalità. Forse bisognerebbe cercare qualche altro spazio per questi ragazzi».