ROVERETO. Un accesso libero per una corsa, nel verso senso della parola, agli acquisti ma tanto tempo a disposizione per gli aperitivi. E poi, se proprio non si riesce a fare a meno della macchina (ovviamente per ragioni valide) ecco tre giorni di tempo, in maniera retroattiva, per segnalare la targa del veicolo alla polizia locale ed evitare la multa per aver violato l'accesso alla Ztl.Comune e categorie economiche - Confesercenti, Confcommercio, Asat, pubblici esercenti, artigiani e industriali - si sono incontrati per valutare croci e delizie della zona a traffico limitato. E per annunciare la prossima introduzione di varchi elettronici con lettura targhe ma, soprattutto, la distribuzione ai commercianti di un software con cui dialogare da remoto con i vigili urbani.

Ma il futuro del centro città non si ferma qui: in ballo c'è infatti la revisione degli orari delle botteghe visto che il divieto di entrare in macchina in via Fontana, Santa Caterina, via Dante, via Tartarotti e via Carducci sarà interrotto alle 18.30. E qui le visioni dei diretti interessati divergono. Ma su un punto concordano tutti: «Dovremo cambiare abitudini e soprattutto orario di lavoro, aprendo più tardi al mattino e chiudendo dopo alla sera in modo da consentire ai clienti di arrivare in macchina in città».Il faccia a faccia è solo uno dei passaggi che porteranno all'adozione definitiva della chiusura del centro ai veicoli a motore ma, come sempre, tocca tasti delicati. Che per Confcommercio vuol dire perdere attività. «Ci sono imprese storiche che hanno manifestato l'intenzione di trasferirsi altrove. - conferma Marco Fontanari - Capisco che i residenti vogliono dormire ma senza botteghe il centro muore e con lui la città. Dietro le serrande ci sono famiglie che campano e resistono per non spegnere Rovereto».Per Confesercenti, invece, la Ztl è inevitabile e, come sostiene Paolo Preschern, «la gente si è ormai abituata. Come categoria abbiamo chiesto che il sistema di accesso alla Ztl sia facilmente raggiungibile dai software che ci daranno per gestire il cliente particolare. Ci saranno infatti 72 ore di tempo per comunicare al portale della polizia urbana. Questa è una soluzione valida che consente di venire incontro a chi ha necessità di entrare in città in auto».Di riaprire tutto, però, non se ne parla. «Non ha senso anche perché i numeri emersi dallo studio del Pums sono chiari: il traffico è calato del 70%. Si trattava di macchine che sfruttavano Santa Caterina e via Dante per tagliare, per accorciare la strada e non di clienti diretti nei negozi. Con la Ztl è sparito l'attraversamento parassitario mentre l'abitudine di chi vuole venire in centro è cambiata».

Il Comune, come detto, non ha intenzione di fare marcia indietro sul centro chiuso al traffico ed ora attende il via libera dal ministero per attivare i varchi elettronici. «Che dovranno essere tarati sullo stesso orario perché così vuole Roma». Niente orari e aperture di strade a spot, quindi. Inizialmente, comunque, sarà una prova con l'amministrazione che ha assicurato che saranno evitati i periodi caldi come il Natale».Il provvedimento, per ora, come detto interrompe la Ztl alle 18.30 per aprire la città di sera e dare sfogo agli aperitivi, alla cena o all'acquisto mirato con una finestra di mezz'ora. «A questo punto - rileva Preschern - si può pensare di chiudere i negozi alle 19.30 e aprire mezz'ora più tardi al mattino».Un po' più scettico è Ciro di Vito, presidente dei pubblici esercizi della Vallagarina aderenti a Confcommercio e vicepresidente dell'Associazione pubblici esercizi del Trentino. «Il nostro problema è portare gente a Rovereto, i negozi hanno bisogno di questo. La Ztl va bene ma si deve avere un certo numero di abitanti per creare zone di quelle dimensioni. A Rovereto faticano ad arrivare persone e parecchie aziende vogliono andarsene dal centro, compresi negozi storici». Per salvare capra e cavoli si devono modificare gli orari dello shopping? «Si può aprire alle 16 e chiudere magari alle 20. Dobbiamo anche noi adeguarci, cambiare mentalità. E poi serve modulare anche la sosta facendo pagare in zona rossa anche di notte. Chi abita dentro, infatti, utilizza i parcheggi perché non li paga e li occupa quando altri potrebbero venire per l'aperitivo e la cena. E poi siamo alle solite: prima di arrivare ad una chiusura bisognerebbe costruire tutta la situazione intorno con segnaletica che porta ai parcheggi interrati e magari scontati. Una volta fatto questo si può chiudere. Ora è ideologico».Anche il presidente Marco Fontanari è perplesso: «C'è un capovolgimento completo degli orari ma siamo contrari. Per noi si deve riaprire via Fontana. Le nostre richieste non sono state ascoltate. Il Comune ha bocciato l'apertura dalle 15 e il pagamento in zona rossa fino alle 22.30. Il cambio degli orari diventa preoccupazione che mette sull'attenti tanti imprenditori del centro che pensano di andarsene».