Pannolini, informazioni sbagliate e contributo perso: lo sfogo di un padre contro Dolomiti Ambiente
Un residente di Rovereto denuncia la gestione «paradossale e strafottente» del servizio clienti: indicazioni contrastanti, rischio multa e un appuntamento fissato a un mese di distanza per ritirare i sacchetti
ROVERETO. «Questa è una situazione surreale, comica e a tratti grottesca». Parole non certo lusinghiere quelle indirizzate a Dolomiti ambiente via mail da un uomo residente a Rovereto. Dopo una serie di botta e risposta via posta elettronica con il servizio clienti, e via telefono con il numero verde dell'azienda che tratta i rifiuti tra Trento e la Vallagarina, l'utente è infine arrivato a definire "paradossale e strafottente" la gestione di una problematica insorta per lo smaltimento dei pannolini della figlia.
La questione era in origine apparentemente semplice: il signore, divenuto padre ad aprile '25, usufruiva fin dalla nascita della bimba della tariffa agevolata del 50% applicata alla quota variabile Tari sullo smaltimento del residuo composto da pannolini. Un aiuto economico riservato ai nuclei familiari con figli di età inferiore ai 30 mesi, stante l'oggettivo aumento della necessità di gettare rifiuti, peraltro maleodoranti.
A gennaio 2026, terminata la fornitura degli appositi sacchetti per il conferimento dei pannolini (diversi rispetto ai "sacchetti grigi" destinati al residuo), l'uomo si era rivolto al servizio clienti di Dolomiti ambiente per chiedere come dovesse procedere per lo smaltimento dei pannolini nel corso del nuovo anno solare. Nel frattempo, Dolomiti ambiente aveva annunciato la sostituzione dei "sacchetti grigi" del residuo con i famosi "mastelli".
Nella fase di transizione, quindi nei mesi di gennaio e febbraio, all'utente era stato indicato di gettare i pannolini della bimba nei "sacchetti grigi" del residuo, assieme quindi ad altri rifiuti, in attesa di ottenere l'apposito bidone dove continuare a buttare tutto assieme.
«Mi era stato detto che lo sconto del 50% sarebbe stato applicato a tutto il residuo smaltito - chiarisce l'utente - quindi avrei pagato circa 1,70 euro a ogni svuotamento anziché 3,40 euro. A inizio febbraio mi sono stati anche chiesti nuovamente i documenti comprovanti la presenza del minore di 30 mesi in famiglia. Come indicato dall'operatore di Dolomiti ambiente ho provveduto ad inserire i pannolini all'interno del mastello e a effettuare conferimenti settimanali, convinto che tutto fosse corretto». A marzo però arriva il contrordine: i pannolini della piccola non vanno affatto buttati nel mastello, ma devono essere inseriti, come nel '25, in appositi sacchetti.
«A marzo vengo contattato via mail da Dolomiti ambiente - continua il roveretano - che mi invita a recarmi, previo appuntamento, negli uffici di via Manzoni per ritirare la mia razione di sacchetti ove conferire i pannolini. Sempre a mezzo mail chiedo quindi lumi circa la difformità di comunicazione tra quanto dettomi dall'operatore del numero verde e quanto leggevo. Chiedo poi se i mastelli già conferiti rientrano nella tariffa agevolata oppure no. E Dolomiti ambiente cosa mi risponde? Che la tariffa si applica esclusivamente al ritiro degli appositi sacchetti e non allo svuotamento del mastello, quindi, per quanto già conferito, oltre a rischiare una multa, avrei dovuto pagare tariffa intera. Non è finita, perché per il ritiro dei sacchetti per i pannolini mi viene fissato un appuntamento esattamente un mese dopo. Non nego il mix di rabbia e ilarità al solo pensiero di dover trattenere in casa i pannolini prodotti da mia figlia nell'arco di un mese».
Di fronte all'ammissione da parte di Dolomiti ambiente di difformità nelle indicazioni date, l'utente esprime profondo rammarico. «Più di tutto però mi fa specie che la pubblica amministrazione non controlli una società partecipata, gestita fino a poco tempo fa da un ex sindaco dello stesso Comune. Ritengo che se un'amministrazione comunale sponsorizza un'agevolazione per le famiglie debba poi essere in grado di renderla applicabile e debba controllare che l'azienda si attenga alle disposizioni».