Cartoleria Marco, addio dopo 58 anni: “Uccisi dai mercati globali, ma siamo stati un pezzo di storia”
La società di Paolo Zuccatti ha portato i libri in tribunale e il 13 giugno, davanti al giudice Michele Cuccaro, sarà esaminato lo stato passivo. L'azienda aveva 15 dipendenti. Chiusi i negozi di via Piomarta, piazza Malfatti e via Macello. L'errore più grande? “Aprire in piazza Rosmini: i roveretani non venivano perché non c'erano parcheggi”
ROVERETO. Si è chiusa un'epoca, quella delle code in cartoleria a inizio anno scolastico, quella dei regali delle penne stilografiche per la Cresima o della carta e del nastro per il regalo che conta. E poi i docenti che si rifornivano in quei negozi dal fascino antico e particolare che la modernità ha consegnato alla storia.
Come la «Marco srl» che ogni roveretano dai 5 anni in su conosce e che adesso non c'è più, chiusa per sempre con i libri contabili portati in tribunale per evitare il fallimento ma non la liquidazione giudiziale di cui si sta occupando il giudice Michele Cuccaro. L'addio della «Marco» è davvero l'archiviazione di quasi sessant'anni di attività commerciale e sociale in città. Perché al di là delle vendite l'azienda era al fianco delle associazioni e delle cooperative, perfettamente inserita nel tessuto roveretano.
«Abbiamo lasciato un'immagine forte nella gente, manca a molti e questo per noi è un orgoglio. - racconta Paolo Zuccatti - Abbiamo sempre avuto una fortissima connotazione di azienda sociale: con le scuole, con i Grest, la Filarmonica, il Mart, le attività estive. "Marco" è sempre stata molto amata dalla popolazione e noi siamo sempre stati presenti cercando di restituire l'affetto. E poi abbiamo sempre collaborato con le cooperative, con l'accoglienza dei disabili anche per la formazione. Parlo di Iter, Ponte, Gruppo 78, Amalia Guardini, Ubalda Girella... da parte nostra c'era un occhio di riguardo per la società e questo contava più dell'aspetto commerciale. Lo dico con orgoglio: "Marco" è stata Rovereto».
Insomma, una realtà che mancherà. Zuccatti ha provato a tenere in piedi l'attività avviata nel 1968 da papà Marco ma il mercato e l'online hanno picchiato duro. «Purtroppo oggi si cerca di pagare meno a scapito della qualità». L'ultimo a spegnere la luce è stato il grande punto vendita di via Macello ma prima hanno abbassando le serrande piazza Rosmini, dove era stato trasferita la bottega di via Piomarta, piazza Malfatti e via Scuole. Anche se la prima apertura, 58 anni fa, era stata in via Indipendenza.
L'azienda è arrivata ad avere 15 dipendenti ma poi il mondo ha girato le spalle e anche il sapore romantico che ha sempre avuto una cartoleria è finito nel tritacarne del nuovo commercio, quello senza contatto fisico e a costi ridotti all'osso. Tanto da portare in tribunale la «Marco srl», un pezzo di storia roveretana che il 13 giugno valuterà con il giudice il proprio stato passivo.
«Siamo arrivati alla fine di una storia, tutti i collaboratori sono andati in pensione a distanza ravvicinata e ci sono state troppe situazioni negative. E una delle mazzate è stata il Nepat nel 2017, quando la Provincia ha scelto di affidare il materiale per le scuole al miglior offerente senza guardare la qualità. Non potevamo e non volevamo competere su quella piattaforma nazionale confrontandoci con una qualità scarsissima; noi abbiamo sempre proposto merce di un certo livello».
Poi ci si è messo l'online. «Già, dal 2018 la concorrenza in Internet era forte e per questo abbiamo pensato di spostare il negozio di via Piomarta in piazza Rosmini, dentro la città, sull'asse del Mart. Ma abbiamo pensato male visto che i roveretani si sono lamentati che non c'era parcheggio e non sono più venuti. Un'assenza che ci ha spiazzato. É uno degli aspetti negativi dei miei concittadini: si lamentano che in centro non ci sono negozi ma se non sono sotto casa o con il parcheggio davanti se ne vanno. E pensare che i turisti, la domenica, fotografavano la nostra vetrina perché avevamo bellezza e qualità. "Marco" era considerato uno dei primi dieci negozi in regione».
Poi è arrivato il Covid. «É stato il colpo di grazia. Abbiamo chiuso piazza Rosmini e, a seguire, piazza Malfatti. Alla fine è toccato anche a via Macello. A Rovereto era l'unico posto, per dire, dove si trovavano i nastri da pacco regalo e tutto per il confezionamento ma il mercato online ha fagocitato tutto».