La storia

Ritrovata una rara chitarra di Mozzani: il colpaccio del chitarrista Daniele Valle

“Per chi se ne intende di strumenti musicali questo è un pezzo unico soprattutto perché ha un grande valore storico e culturale - chiarisce Valle -, esprime l'eccellenza artigiana e porta due firme che rappresentano l'arte della liuteria italiana e trentina”

di Laura Modena

TERRAGNOLO. È un piccolo gioiello di liuteria quello capitato qualche tempo fa tra le mani di Daniele Valle, noto chitarrista jazz originario di Terragnolo. Acquistato dal parroco del paese, don Eugenio Cornella (a destra nella foto), 97 anni, oggi in pensione, lo strumento musicale è poi risultato essere un pezzo originale degli anni Quaranta.

Uno strumento firmato Luigi Mozzani, maestro emblema dell'arte della liuteria italiana conosciuta in tutto il mondo. Il liutaio all'epoca aveva già alle spalle un'eccezionale carriera di musicista che lo aveva portato a calcare i più prestigiosi palcoscenici internazionali, oltre a una solida attività di produzione di strumenti musicali prima a Cento e poi a Bologna. Nel 1940, in pieno periodo fascista, Mozzani decise di trasferirsi nella città della Quercia per aprire un laboratorio in piazza Rosmini, la "Liuteria Mozzani", alle spalle dell'attuale edicola.

«Era molto contento di venire qui perché il clima secco è perfetto per la lavorazione del legno - spiega Valle -. Negli anni precedenti aveva creato chitarre per musicisti come Andreas Segovia e tra i suoi allievi c'erano i più grandi liutai dell'epoca, come Mario Maccaferri. Da alcuni documenti conservati al museo civico sappiamo che Mozzani arrivò in città con 600 casse di attrezzatura e trasformò il suo laboratorio in una vera e propria scuola di creazione di strumenti musicali. Con sé aveva almeno sei ragazzi che lavoravano per lui, anche se poi la firma era naturalmente la sua, come fosse lo "stilista" dello strumento. Insegnò i segreti della liuteria agli artigiani roveretani, tra i quali anche il maestro Tullio Bertè, che ne portò avanti l'arte con straordinaria maestria».

E proprio nel laboratorio di Tullio Bertè, aperto negli anni Sessanta in corso Bettini e mantenuto fino al 1992, probabilmente finì lo strumento acquistato da Valle. Dal maestro artigiano roveretano, costruttore di strumenti e insegnante di chitarra, fu infatti restaurato, tanto che sul legno, oltre alla firma a fuoco di Luigi Mozzani, compare anche il cartiglio a firma Bertè.

«Don Eugenio acquistò la chitarra nel '66 perché voleva imparare a suonare - racconta Valle -. Il buon proposito di gioventù durò poco e lo strumento finì abbandonato in un angolo di casa sua. Così, qualche tempo fa, il parroco decise di vendermi la chitarra, giusto perché voleva disfarsi di alcuni oggetti per raccogliere fondi per beneficenza ora che si è ritirato a Trento. La chitarra era impossibile da utilizzare, l'ho consegnata al giovane liutaio Manuel Rossi e con un'operazione di accurato restauro l'abbiamo riportata all'antico splendore».

E così la chitarra di Mozzani degli anni Quaranta è oggi un esemplare raro, difficile da trovare se non in qualche asta. «Per chi se ne intende di strumenti musicali questo è un pezzo unico soprattutto perché ha un grande valore storico e culturale - chiarisce Valle -, esprime l'eccellenza artigiana e porta due firme che rappresentano l'arte della liuteria italiana e trentina».

Per onorare la memoria dei Mozzani e di Bertè, scomparso nel 2013, domenica 18 gennaio alle 15 Valle ha tenuto un concerto con ingresso a offerta al teatro comunale di Terragnolo, frazione Piazza, in occasione della sua riapertura dopo il recente restauro. «E’ stata l'occasione per presentare lo strumento al pubblico e festeggiare assieme a don Eugenio e a tutta la comunità, raccogliendo fondi per beneficenza».

comments powered by Disqus