Rovereto dice addio a Claudio Micheli, una vita dietro il bancone
Il titolare della drogheria di via Mercerie, scomparso all'età di 78 anni, ha saputo coniugare perfettamente tradizione e innovazione nella sua bottega storica (nella foto Claudio Micheli con la moglie Gianna e il figlio Andrea)
ROVERETO. Esistono persone che diventano tutt'uno con le strade e le piazze che abitano. Claudio Micheli, comparso nella notte tra giovedì e ieri all'età di 78 anni, era una di queste. Il suo legame con Rovereto superava di gran lunga il perimetro del suo negozio a Palazzo Todeschi di via Mercerie: era un osservatore attento, un cittadino partecipe, un punto di riferimento che sapeva ascoltare, con attenzione e discrezione, il battito della città dietro il bancone della sua attività.
Con la sua scomparsa, la comunità non perde solo un testimone della propria economia, ma un pezzo della propria identità. Perché Claudio, con la storica drogheria attiva dal 1829 con l'insegna che riporta ancora il nome del nonno Giuseppe Micheli, ha impersonato davvero lo spirito imprenditoriale roveretano mettendo a frutto le sua grande professionalità coniugando sapientemente tradizione e innovazione. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla famiglia, che ha contribuito allo sviluppo di Rovereto città del commercio, della cultura e dell'accoglienza, che ha saputo coniugare il successo professionale con una discrezione d'altri tempi: il suo impegno e la sua partecipazione alle vicende della città è sempre stata silenziosa ma costante, fatta di garbo, di gesti concreti più che di parole esibite, come era nel suo carattere.
Da un paio di mesi, all'insorgere della malattia che non gli ha lasciato scampo, la sua presenza del negozio si era fatta via via più rarefatta fino a quando si è reso necessario il ricovero in ospedale dove è deceduto. Una vita trascorsa nella drogheria tra profumi di erbe, spezie, vini, specialità alimentari e prodotti naturali da tutto il mondo, un luogo dove tradizione e qualità si tramandano da generazioni, una meta "obbligata" per roveretani e turisti che Claudio (dapprima con la sorella Giovanna ed ora con il figlio Andrea) accoglieva con professionalità puntando sull'eccellenza.
«Claudio verrà ricordato per la sua capacità di aver dato particolarità e prestigio all'offerta commerciale del centro storico e della città, per essere stato un esempio vincente per tutti gli operatori che amano e lavorano per la città. Ha messo a disposizione le sue doti e noi gli dobbiamo essere grati»: così lo ricorda Marco Fontanari, presidente di Confcommercio Rovereto e Vallagarina.
Gli fa eco il direttore Gianpiero Lui: «Una bella persona, una figura discreta ma importante che ha dato lustro alla città e al settore, che ha saputo valorizzare le nostre eccellenze tanto da diventare un richiamo anche per la clientela da tutta Italia. Perdiamo un socio di grande valore...».
«Ci conoscevamo da 40 anni, con Claudio siamo cresciuti professionalmente quasi assieme - ricorda il suo amico "dirimpettaio" Gianni Dapor già titolare di Finarolli - Una grande persona, preparato, riservato ma nello stesso tempo cordiale e disponibile con tutti. Viene a mancare un personaggio emblematico che ha fatto la storia delle vie del centro come il nostro Paolo (Gilberti ndr) scomparso due anni fa».
«Micheli ha saputo rappresentare in maniera impeccabile la sua categoria nel cda della Cassa rurale - ricorda l'allora presidente Paolo Marega - Una persona buona, preparata, equilibrata che conosceva bene e amava la sua città».
Il cordoglio alla moglie Gianna e ai figli Alberto ed Andrea viene espresso anche dalla presidente del Rotary Club Rovereto Vallagarina, di cui Micheli era socio, Elena Ioriatti e dal segretario Rocco Cerone che ricorda il sogno nel cassetto di Claudio: raccontare la storia della famiglia Micheli e della drogheria. «Mi aveva confidato di avere cominciato a fermare con la penna dei ricordi che desiderava non andassero dispersi. Ma la sua indole schiva, riservata, sobria gli avevano impedito di realizzare l'iniziativa. Il modo più bello per ricordarlo sarà la realizzazione di una pubblicazione che possa testimoniare le tracce indelebili lasciate nel tessuto cittadino, imprenditoriale, familiare, associativo... Quando si discuteva con lui della crisi del commercio, ci trovavamo d'accordo nell'analisi che soltanto innalzando la qualità, che era una sua passione, si poteva garantire un futuro alle attività in ogni settore. E la sua azienda ne era un esempio plastico».
Questa sera a palazzo de Probizer ad Isera il concerto organizzato dal Rotary è stato aperto con un minuto di silenzio e sarà dedicato a Claudio Micheli. Lunedì alle 11 i funerali nella chiesa di Borgo Sacco.