Pompiere morto, autista assolto: Federico Volani si schiantò con la moto con un camion sulla Ss12
Da quanto è emerso in tribunale, la moto viaggiava a velocità particolarmente sostenuta ed era impossibile, per il conducente che ha svoltato per entrare nel parcheggio, accorgersi dell'Honda che stava arrivando
ROVERETO. Stava tornando a casa dopo aver passato la serata allo «Street food festival» assieme agli amici. Una serata leggera passata fra chiacchiere e risate. Poco prima di mezzanotte era salito in sella alla sua moto, una Honda 1000, e si era diretto verso Volano, dove abitava. Era inizio maggio del 2024 e il 31enne Federico Volani, Kikko per gli amici, fabbro di professione, vigile del fuoco per vocazione, a casa non c'è più tornato.
A mezzanotte di quella stessa sera di festa ha lasciato la sua vita sull'asfalto di via Brennero, davanti al negozio Innerhofer, dopo un terribile incidente stradale sulla statale che ha coinvolto anche un camion. Nulla ha potuto fare l'equipaggio di un'ambulanza che stava passando di lì proprio in quel momento. Impegnati nel trasferimento di un paziente, i soccorritori si sono fermati ma per Federico non c'è più nulla da fare. La forza dell'urto contro il camion ha scaraventato la moto, con Federico in sella, dall'altra parte della strada e ha preso fuoco.
La moto, come detto, procedeva verso Nord ad alta velocità. D'altro canto era tardi, in giro non c'era nessuno e il rettifilo tra piazzale Orsi e la Busa dei Cavai invitava a correre. In senso contrario, però, stava arrivando un camion che, dopo il cavalcavia dello stadio Quercia, ha svoltato proprio nel parcheggio delle ditte Selectra e Innerhofer.
Il mezzo pesante aveva quasi completato la svolta a sinistra quando è arrivata la moto che si è trovata davanti un muro, il cassone del camion appunto. Sull'asfalto non sono stati rilevati segni di frenata ma dopo un anno e mezzo di indagini il conducente del mezzo pesante non è stato ritenuto responsabile per quella morte.
Il giudice, infatti, ha accolto la tesi dell'avvocato difensore Marco Sartori ed ha assolto l'autista perché il fatto non costituisce reato e per l'assenza dell'elemento soggettivo. In altre parole, da quanto è emerso in tribunale, la moto viaggiava a velocità particolarmente sostenuta ed era impossibile, per il conducente che ha svoltato per entrare nel parcheggio, accorgersi dell'Honda che stava arrivando.
Da un punto di vista civile, comunque, l'assicurazione dell'azienda proprietaria del mezzo pesante aveva già risarcito i familiari del giovane di Volano. L'impatto, come detto, era stato davvero violento. Forse il centauro ha cercato di evitare l'impatto spostandosi verso il centro della carreggiata ma la manovra non è riuscita. La moto ha urtato violentemente contro la parte posteriore del camion e poi è stata catapultata dall'altra parte della strada, oltre il guard rail che protegge il passaggio dei pedoni. Ed è scoppiato l'incendio. Neppure il tempo di chiamare il 112 e sul posto c'era un'ambulanza di passaggio.
I soccorsi sono stati dati quindi immediatamente ma nulla e nessuno avrebbe potuto restituire la vita al ragazzo, morto a pochi chilometri da casa, dalla sua famiglia e a pochi chilometri dagli amici che aveva appena salutato. Federico Volani, vigile del fuoco volontario di Volano fin da quando aveva 18 anni, era impegnato nella vita associativa del paese, sempre pronto a dare una mano.