Wired Next Fest, un successo per Rovereto: "Città del futuro che crede nei suoi giovani"
La tre giorni dedicata all’innovazione e alla tecnologia ha trasformato la città in un laboratorio di idee e visioni. Studenti, docenti e ricercatori protagonisti di un dialogo aperto sul futuro e sul valore della conoscenza condivisa. Paolo Farinati: "Diamo fiducia ai nostri giovani, hanno dimostrato di meritarla"
TRENTO.E' stato un successo, lo assicura anche Paolo Farinati. "“Wired Next Fest”, ovvero la “Festa del Futuro Connesso (Migliore)”, è un festival dedicato all’innovazione tecnologica e scientifica, che da qualche anno si tiene a Rovereto.
E la location non è casuale, tutt’altro: Rovereto è da sempre città e luogo tendente al “nuovo”, sia nella scuola che nell’impresa.
“WIRED” è infatti il nome della più prestigiosa e affidabile rivista mondiale dedicata proprio all’innovazione e al progresso tecnologico e scientifico.
Ospitare la tre giorni di "Wired Next Fest" è testimonianza di questa prerogativa e di questa naturale tendenza di Rovereto e della Vallagarina.
Ospitarla poi in corso Bettini, da secoli la via della conoscenza e della cultura di Rovereto — su cui si affacciano splendidi palazzi che ospitano l’Università, il Teatro, il MART, la Biblioteca Civica e il Liceo — non fa che accentuare la visione di una città e di una comunità che continua ad aprirsi al nuovo, cogliendone grandi opportunità.
Protagonisti dei tre giorni di “WIRED NEXT FEST” sono stati giustamente i giovani, gli studenti degli istituti superiori della città, della Facoltà di Scienze Cognitive e di altre realtà di ricerca, che a Rovereto hanno trovato casa e che in futuro, qui in Trentino, sapranno far nascere nuove — oggi impensabili — scoperte, da cui una più ampia conoscenza.
E da qui nuova fiducia e rinnovato impegno per un benessere più equo e diffuso.
Dialogare con gli studenti e i docenti dei nostri istituti superiori, quali ad esempio l’Istituto Tecnico e Tecnologico “Guglielmo Marconi” e l’Istituto Tecnico Economico e Tecnologico “Felice e Gregorio Fontana”, sono stati per me momenti molto gratificanti e, perché no, anche assai emozionanti.
Nelle loro parole ho colto la preparazione e il piacere di continuare a sperimentare e inventare, mettendo il loro sapere a disposizione di tutti. Una propensione tutt’altro che scontata, che dà loro molti meriti.
Mi sono convinto più che mai di essere di fronte a una generazione capace, affamata, generosa, determinata e coraggiosa. Forse questa era, è e sarà una delle principali finalità del “Wired Next Fest”.
Giornate molto vivaci, ricche di sguardo verso il futuro, animate da una decisa volontà di conoscenza e da una sincera propensione alla solidarietà.
Ma non una conoscenza fine a sé stessa, bensì rivolta al bene comune, a una vita migliore per tutte e per tutti noi, donne e uomini di ogni età, che viviamo su questa “martoriata Terra”.
Del resto, la stessa intelligenza artificiale non potrà fare miracoli: potrà certamente aiutarci in molte situazioni, offrirci soluzioni adeguate a vari problemi, ma dipenderà sempre dall’essere umano e dalla sua esperienza.
In conclusione, ascoltiamo e diamo fiducia ai nostri giovani. In questi tre giorni roveretani hanno dimostrato ampiamente di meritarsela.
Avanti tutta".