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Laureta lancia un nuovo bar

dopo l'emergenza Covid

«Avevo deciso prima e ci credo»

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Chi riapre dopo l'emergenza Covid lo fa con qualche timore. Alcuni chiudono proprio, vinti da troppe settimane senza fatturato e dal peso dell'incertezza per la situazione economica difficile. Lei no. Lei inizia una nuova avventura imprenditoriale. Serve un po' di coraggio, un po' di incoscienza e tanta fiducia nel futuro: «Beh, io ci credo che le cose andranno bene, io ci credo che staremo bene. Ci voglio credere».

Lei è Laureta Kaja, ed ha deciso di riaprire quello che fu l'Art cafè, e che da oggi in poi si chiamerà caffè Al Portico. Cambia il nome e cambia anche la filosofia: non più locale da serate - con una storia di convivenza complicata, per usare un eufemismo, con il vicinato - ma bar diurno, con i dirimpettai che anziché fare la guerra, offrono spazio per i tavolini all'aperto. Oltre che per lei, l'apertura di quel bar rischia di essere una svolta anche per una delle strade storiche della città.

In questi giorni, naturalmente, è nel bar più o meno 24 ore su 24: il restyling pressoché completo è quasi terminato. Ieri è arrivata anche l'insegna. Ora si parte davvero. «Ho voglia di cominciare» spiega. E racconta com'è nata l'idea.

«Avevo deciso che era il momento per mettere in piedi un'attività mia prima dell'emergenza covid. Da 20 anni lavoro nei locali, prima al Wind's bar di Torbole, poi alla Caffetteria Bontadi. Arrivi a quarant'anni, i figli sono un po' grandi, puoi metterti in gioco». Aveva scelto quel bar, proprio all'imbocco di via Portici e voleva aprirlo a inizio aprile. Non è esattamente andata come previsto. Quando è iniziata l'emergenza, aveva investito una somma limitata. Avrebbe potuto tirarsi indietro, avrebbe perso poco. «Me lo dicevano tutti, mi dicevano che sono matta. Anche i fornitori erano e sono sospettosi. Ma io ci credo che ricominceremo, che staremo tutti bene. Voglio crederci. E sono andata avanti».

Un primo risultato l'ha ottenuto: quell'angolo di via adesso è decisamente più presentabile. «Io devo dire che sono stati tutti davvero disponibili. Il sindaco è passato di qui è ha visto i lavori, mi ha detto di essere contento che si riapriva qualcosa. In Comune mi hanno portato due fioriere, io ho messo i fiori sul balcone. E poi ho avuto il permesso di mettere i tavolini fuori». Alcuni li potrà mettere perché a dare il via libera sono stati i vicini: «Sì, quando ho deciso di aprire sono andata a presentarmi, ho chiesto per i tavolini e mi hanno detto di sì. Anche loro, davvero disponibili. Adesso semplicemente non vedo l'ora di partire. Sono fiduciosa: l'insegna e i tavolini si vedono dalla piazza, questa via ha delle potenzialità, c'è passaggio. Io amo questo lavoro, e non vedo l'ora di accogliere i clienti. Adesso è davvero il momento di partire. Sarà un bar diurno, dalle 7 alle 20. Per l'inizio sarò solo io, sarà dura, ma ho grande fiducia».
Comincia oggi: nemmeno Covid l'ha fermata.

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