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Il ghiaccio a cubetti

piace: si espande la fabbrica

che lo fa a Rovereto

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Il ghiaccio dei cocktail, delle bibite, degli amari che rinfrescano le torride estate dei bar da dove viene? D’ora in avanti da purissima acqua di fonte. Perché il concetto di qualità ed eccellenza non è riservato solo alla gastronomia o all’abbigliamento «made in Italy» ma anche ad un appartemente insignificante cubetto di ghiaccio.
E in questa direzione, con uno stabilimento all’avanguardia sia tecnologica che ambientale, domani si inaugura in via Fornaci «Ice Top», la prima fabbrica di ghiaccio alimentare d’Italia. Un’azienda 4.0, come dicono gli imprenditori che, precorrendo i tempi, hanno deciso di investire in questo progetto dalle grandi potenzialità. Perché fare business coi cubetti di acqua solida è davvero possibile. E, soprattutto, si può fare garantendo purezza e non metaforica plastica.
«Ice Top», tra l’altro, non pesca dall’acquedotto ma si rifornisce dalla stessa fonte di «Levicoacque», leader nel settore delle acque minerali leggere di alta montagna. La trasformazione del liquido, poi, è destinata al vasto mercato Horeca (Hotel, ristoranti e caffè). Insomma, anche il prezioso oro blu del Trentino, opportunamente confezionato, può produrre ricchezza.
Lo stabilimento di via Fornaci si stende su mille metri quadrati e, al momento, dà lavoro a 7 persone ma il futuro annuncia già nuove assunzioni perché la merce è molto richiesta.
«La sinergia tra “Top Ice” e Levicoacque - spiegava tempo fa il presidente di Levicoacque Mauro Franzoni - ha permesso di sviluppare un prodotto unico sul mercato e destinato alla ristorazione di alto livello».
La fabbrica roveretana, tra l’altro, è l’unica in Italia a sfruttare la speciale tecnologia Hoshizaki che, associata alla qualità superiore dell’acqua alpina, garantisce forme geometricamente pure e dimensioni inconfondibili, una superficie di scambio termico ottimizzata (anche grazie all’assenza di cavità interne), il tutto condito da un’identità accattivante: aspetti fondamentali per garantire la migliore resa visuale ed organolettica alla bevanda durante tutto il tempo necessario alla sua degustazione. I gettonatissimi cocktail, in altre parole, avranno qualcosa di sano e puro all’interno e, incredibile, dovuto al ghiaccio.
«Il mercato è ottimo, cresce del 25-30% all’anno. - assicura Matteo Colombi, responsabile commerciale - È un segmento in continuo sviluppo e nessuno l’ha affrontato con i parametri di qualità ed eccellenza che abbiamo noi. Basti pensare che lo stabilimento simile al nostro più vicino è a Norimberga. E comunque siamo i primi a usare l’acqua di fonte».
La partnership con Levico Terme, poi, assicura pubblicità attraverso il brand Trentino. «Grazie alla Provincia e alla Regione sfruttiamo il logo che piace e stimola i clienti».
Ma quanto ghiaccio si consuma? «Tantissimo: 32 milioni di tonnellate di cui il 12% venduto come ghiaccio alimentare».
La produzione di «Ice Top» - ormai leader nazionale - si aggira sui 925 mila chili all’anno. Ma ancora non si esporta. «No, non per il momento ma ci stiamo attrezzando per puntare su Austria e Svizzera».
Il trasporto avviene, per fare un esempio, in stile «Bo Frost»: furgoni opportunamente attrezzati con celle a 20 gradi sotto zero. «Nel 2020 contiamo di passare da 27 a 54 macchine e poi a 76 a pieno regime. Ora abbiamo in mano il mercato italiano da Firenze in su, poi si guarderà oltre confine».
La scelta di Rovereto è legata alla logistica. «Non solo, qui abbiamo avuto i primi feedback con hotel e alberghi. Quasi tutti in Trentino Alto Adige lavorano con brand importanti, con whisky di marca per clienti esigenti. Nei locali, però, ciò che viene messo dentro un prodotto come le bibite e o superalcolici non è alimentare. Ma gli alberghi, adesso, hanno capito che l’asticella si alza anche con questi dettagli».
Insomma, la classe è acqua, checchenedica il vecchio adagio. «La nostra logica è proprio questa: partiamo dall’alimento. E in casa abbiamo un piccolo laboratorio che ci permette di proporre un prodotto puro».
«Ice Top», come detto, è davvero l’unica fabbrica di ghiaccio in Italia. «Abbiamo visitato 150 produttori industriali ma sono tutti piccoli, con capannoni da 100 metri quadrati. E nessuno sfrutta l’altissima tecnologia che permette di realizzare ghiaccio pure. Siamo gli unici».
La scelta di Rovereto, infine, è ritenuta ottimale. «Altroché! Abbiamo scelto Rovereto per ragioni logistiche e per essere molto attenti al servizio e alla consegna. E chiaramente anche alla sostenibilità ambientale e sociale. La nostra fabbrica ha il 35% di emissioni in meno».

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