Carnevale, a Rovereto la tassa sui maccheroni

Per ridurre l'inquinamento si pagherà 1 euro a piatto

di Nicola Guarnieri

Si starà pure intravvedendo la luce in fondo al tunnel della crisi ma la morsa di anni di recessione è dura da allentare. Tant'è che per evitare fallimenti anche sociali - intesi come sagre ed eventi di piazza che tanto fanno comunità - le associazioni di volontariato che si dannano l'anima per tenere insieme un quartiere sono costrette, ahi loro, a ricorrere ad una tassazione. Per carità, non le si critichi sbandierando le accuse al governo romano che ad ogni elezione annuncia tagli fiscali e poi ricopre i cittadini di nuove gabelle badilata dopo badilata: non è questo il caso visto che si tratta di pura sopravvivenza di un evento, la festa di piazza appunto, rimasto uno dei pochi a far socializzare davvero tutti.

Il caso in questione, tra l'altro, riguarda una delle manifestazioni più apprezzate di Rovereto, non a caso presente ininterrottamente da 48 anni. È il Carnevale di San Giorgio, appuntamento fisso per gli amanti dei ritrovi in maschera e, tra l'altro, in assoluto la prima festa carnascialesca della Vallagarina. Dopo quasi cinque decenni di ottima pasta al ragù distribuita gratuitamente a grandi e piccini, ricchi e poveri, dirigenti d'azienda e manovalanza, da quest'anno - e il via alle danze culinarie sarà dato domenica 24 gennaio - si pagherà 1 euro, una sorta di tassa sul gas ma che si può tranquillamente ritenere un'ecotassa. Perché il costo, irrisorio ma indispensabile, serve per alimentare la cucina a gas, preferita da questa edizione del Carnevale di San Giorgio alla legna per limitare l'inquinamento atmosferico.

«Siamo costretti a chiedere un piccolo contributo agli avventori - conferma il presidente del comitato Carnevale Maccheroni San Giorgio Graziano Malusà - Il gas costa e quell'euro ci serve solo per coprire le spese. Ci dispiace dopo quasi cinquant'anni di pasta gratis ma altrimenti non ci stiamo dentro».

I fedelissimi della festa d'esordio del Carnevale lagarino in piazzale Europa si mettano dunque una mano sul cuore e riflettino sull'ambiente e sulla necessità di non archiviare esperienze come questa. Quest'anno, tra l'altro, la grande mascherata collettiva del periodo più pazzo e divertente segnato sul calendario anticipa di brutto. C'è ancora gente che fa colazione con panettoni e pandoro avanzati da Natale che è già ora di grostoli e maccheroni. Perché la Pasqua, come detto, arriva prestissimo: il 27 marzo. Il che significa che giovedì grasso sarà il 4 febbraio e martedì grasso il 9. Insomma, nel giro di un paio di settimane già si comincerà a poter scegliere tra le diverse feste in piazza.

E il primo a partire, come tradizione, è San Giorgio, che il 24 gennaio festeggia a base di maccheroni. Stavolta, tra l'altro, la cucina sfornerà le prime leccornie fin dalle 10 del mattino (orzetto caldo) per poi tuffarsi nell'abbuffata di maccheroni dalle 13. La sagra dei coriandoli ha pure in serbo una gradita sorpresa: per l'edizione numero 48 suonerà la Musica Cittadina Riccardo Zandonai che allieterà la sfilata delle mascherine.

Per quell'euro di ecotassa, ovviamente, l'invito è a capirne l'esigenza: «Per non inquinare abbiamo rinnovato tutta l'attrezzatura con una spesa notevole - ricorda il presidente Malusà - e tutti i fuochi funzioneranno a gas. Per questo chiederemo un contributo di un euro per ogni piazzato distribuito. Ci appelliamo alla sensibilità della gente invitando tutti ad evitare discussioni inutili nei punti di distribuzione delle pietanze: il Carnevale è una festa per grandi e piccini, cerchiamo di non rovinarla».

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