La notte bianca? Si fa a scuola

La notte bianca? Adesso si fa a scuola. Si fa, almeno, alla scuola elementare Filzi di Borgo Sacco. Un'iniziativa che in un colpo solo ha permesso ai ragazzini di  imparare un bel po’ di cose: hanno provato (e per molti di loro era la prima volta) a dormire lontano dai genitori, hanno avuto modo di vivere l’ambiente scolastico in modo diverso, hanno potuto fare un’esperienza di condivisione e socializzazione con i compagni e hanno avuto l’occasione di partecipare ad attività formative lontane dai soliti schemi banco - lavagna - quaderno. Il tutto, in una nottata che aveva il sapore dell’avventura. Perché a sei anni, ma anche a dieci, dormire sul duro pavimento in un sacco a pelo a fianco del compagno di banco è, soprattutto, un’avventura.

La notte bianca, alle Filzi, è stata un’idea di alcune insegnanti - supportate dal dirigente scolastico Giuseppe Santoli - consapevoli che a volte anche una battaglia di cuscini può essere un’attività formativa, se inserita in un progetto pensato sui ragazzi e sulle loro esigenze. A spiegarne il senso, Daniela Amplatz, docente tra le protagoniste dell’iniziativa: «Avevamo da mesi l’idea di dare ai bambini questa opportunità, di vivere l’ambiente scuola in modo diverso. Quando l’abbiamo proposto ai genitori, abbiamo avuto una condivisione immediata, quindi abbiamo iniziato a lavorare per realizzare il progetto». Su 450 bambini divisi in 20 classi hanno aderito 13 classi, per un totale di 251 bambini e 23 insegnanti. 

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Una notte intera con i loro compagni. Questo hanno avuto i bambini. E come corollario hanno potuto godersi tutto quel che comporta la prima notte fuori casa, ma in un ambiente protetto: la lotta con i cuscini, l’eccitazione del dormire sui materassini, il sentirsi grandi per una serata. Ma non è stato solo gioco. Perché in campo, i docenti hanno messo una serie di attività formative, diverse per tipologia d’età. I più piccoli si sono goduti l’intrattenimento dei volontari de «La fabbrica del sorriso», i più grandi hanno potuto approfittare degli esperti del museo civico per una lezione d’astronomia con tanto di telescopio puntato verso il cielo stellato. Ma c’è stato tanto altro: alcune classi avevano preparato una sorta di giochi senza frontiere in giardino, che hanno coinvolto molti bambini, altri sono stati occupati in attività in palestra, altri ancora hanno lavorato col traforo, altri hanno realizzato degli acchiappasogni da portarsi a casa, ricordo di una serata fuori dal comune. 

Ibambini sono entrati alle 20, sono rimasti impegnati in queste attività fino alle 22.30 poi, verso le 23, tutti a letto nei sacchi a pelo. «Sono letteralmente crollati  - spiega ancora Daniela Amplatz - e devo dire che sono stati veramente tutti bravi. Non è stato necessario intervenire con nessuno di loro perché esagerava, nessuno ci ha ripensato all’ultimo ed è voluto tornare a casa». Per i docenti, un lavoro massacrante: la mattina seguente, dopo la colazione resa possibile da Comunità di Valle e Risto3, sono tornati a casa per una doccia e sono rientrati in classe. Ma la soddisfazione traspare dalle parole: «Il momento più bello? Vederli entrare la sera, con i loro zainetti pronti. Mai abbiamo visto bambini così felici di arrivare a scuola».

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