«Racket degli accattoni all'ospedale di Rovereto»

Lo denuncia la Lega. L' Azienda sanitaria: «Stiamo monitorando»

di Nicola Guarnieri - NO

«Via gli accattoni dall'ospedale». Più che un'interrogazione alla giunta Miorandi, quella presentata dalla consigliera comunale della Lega Nord Mara Dalzocchio suona piuttosto come un ordine perentorio. Sotto accusa, manco a dirlo, è l'aumento di mendicanti nei luoghi di cura, Santa Maria del Carmine su tutti.

«Ma non si tratta di semplice richiesta di elemosina - tuona - ma di vero e proprio accattonaggio molesto. Ormai è diventata una pratica che infastidisce, e non poco, i cittadini che si recano a trovare parenti ammalati o per farsi visitare. È inconcepibile consentire questa presenza in posti dove la gente è più debole. Si richiedono subito decisioni drastiche e mirate da parte delle amministrazioni sanitarie e comunali».

Mara Dalzocchio ha raccolto le lamentele di molti utenti dell'ospedale ma, assicura, «io stessa sono rimasta vittima dell'accanimento violento di queste persone. Si tratta di gente arrogante e minacciosa che non si limita a chiedere soldi ma li pretende. E al diniego minaccia di sputare e ti copre di insulti. Addirittura qualcuno accusa chi non mette mano al portafoglio di razzismo auspicando anche qui una strage come a Parigi. Sono soprattutto stranieri a stazionare davanti all'ospedale e a spaventare chi vi entra o vi esce. Mi risulta che l'accattonaggio molesto sia un reato, per questo chiedo che si intervenga per porre fine ad un fenomeno preoccupante».

La consigliera va giù duro sul tema. Anche perché era stata lei stessa a segnalare, per prima, il racket dell'accattonaggio in città che ha portato alla scoperta di un gruppo di rumeni che si spartivano le zone dell'urbe per fare incetta di oboli. Ora c'è la grana Santa Maria del Carmine. «È vietato chiudere gli occhi e tollerare un altro racket ormai consolidato e penalmente perseguibile soprattutto se effettuato all'interno di un ospedale i cui utenti si rivolgono per risolvere problemi assillanti di salute e che malvolentieri sono costretti a sopportare fastidiosi comportamenti». E chiede a sindaco e assessori di prendere provvedimenti coinvolgendo l'Azienda sanitaria e le forze dell'ordine.

Prima dell'esponente leghista, tra l'altro, anche il consigliere provinciale del Patt Lorenzo Baratter aveva sollevato la questione di accattoni e barboni dentro la clinica di corso Verona. Ma è davvero un problema così serio? «Stiamo tenendo monitorata la situazione. - risponde il direttore del Santa Maria Giuliano Mariotti - Stiamo svolgendo indagini e verifiche continue per capire se è un fenomeno in crescita oppure una parentesi momentanea dovuta magari alla crisi economica. La questione comunque ci è nota e, ripeto, la stiamo tenendo sotto controllo. Da quando lavoro qui, e sono ormai 15 anni, si sono susseguiti più volte periodi con presenza di accattoni che poi svanivano. Ricordo però che l'ospedale non è un luogo ad accesso blindato anche se ha due sole entrate. È chiaro che se il fenomeno dovesse diventare rilevante, e non si ridimensionasse come è già avvenuto in passato, dovremmo pensare a interventi di tipo diverso. Però il Santa Maria non è un colabrodo come altre strutture anche se in orari di visita chiunque può entrare».

Avete avuto molte segnalazioni di accattoni molesti? «Ci sono episodi noti ma è una situazione che non ha dimensioni preoccupanti. Stiamo monitorando e vedremo se è il caso di richiedere la presenza delle forze dell'ordine».

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