TORBOLE. La proposta di mozione n. 306, depositata dal consigliere di Onda Filippo Degasperi, riaccende il dibattito sulla variante stradale di Torbole, uno dei nodi più critici della viabilità dell’Alto Garda. Il documento chiede alla Giunta provinciale di verificare le ipotesi di tracciato alla luce del dissenso espresso da diversi Comuni e della necessità di rispettare gli impegni storici assunti con il territorio.


Il testo ricorda che lo snodo di Torbole rappresenta una criticità strategica per l’intera mobilità della “Busa”, e che la circonvallazione è oggetto di studio fin dagli anni Novanta. Le osservazioni accolte nel Piano Urbanistico Provinciale (PUP) avevano individuato come priorità la salvaguardia della piana agricola e l’esclusione di soluzioni con sbocco su Linfano.


Secondo la mozione, la Provincia avrebbe ora scelto la cosiddetta “Variante Verdeblu” (opzione D2), con un investimento di 150 milioni di euro, individuando proprio Linfano come punto di uscita. La notizia, diffusa a fine ottobre, ha suscitato la contrarietà dei Comuni di Arco e Riva del Garda, che segnalano “impatti paesaggistici e ambientali molto significativi” e lamentano l’assenza di un reale coinvolgimento istituzionale.


Onda denuncia che la soluzione D2 non figura nel Piano Stralcio della Mobilità della Comunità Alto Garda e Ledro, documento strategico sovracomunale, e che la decisione “calata dall’alto” rischia di compromettere la qualità del paesaggio e aggravare la congestione del traffico verso Arco e Riva.


Nel testo, Degasperi invita la Giunta a riconsiderare formalmente la scelta, condividere gli studi e le analisi costi-benefici, e promuovere un tavolo di confronto con Comuni e Comunità di Valle. Chiede inoltre che la Provincia valuti le alternative storiche con sbocco nell’area del Cretaccio, già urbanisticamente compromessa e più adatta a ospitare nuove infrastrutture rispetto alla piana di Linfano.


Tra gli impegni proposti, anche la revisione del coordinamento progettuale con il Lotto 3 della circonvallazione di Trento (San Giovanni–Cretaccio), per rendere la futura rotatoria di uscita compatibile con un tracciato alternativo, e l’attivazione di un percorso partecipativo che raccolga osservazioni e contributi di cittadini, comitati e associazioni prima di ogni approvazione definitiva.


La mozione sottolinea che la variante di Torbole resta un’opera indispensabile per la vivibilità dell’Alto Garda, ma che la sua realizzazione deve avvenire con condivisione, trasparenza e coerenza pianificatoria, per conciliare mobilità, paesaggio e tutela ambientale.