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ARCO. Si è conclusa ieri venerdì mattina la parabola clinica di Yael Trepy, 20enne attaccante del Cagliari, che dopo un percorso di riabilitazione è stato dimesso dalla casa di cura «Eremo». Un traguardo importante, che arriva a distanza di poco meno di un mese dal grave incidente che lo scorso 16 agosto aveva rischiato di stroncare la carriera, e la vita, del giovane talento francese.
Tutto era iniziato in Sardegna, nella piscina di una villa a Baja Sardinia, nei pressi della Costa Smeralda, dove Trepy aveva rischiato di annegare. Il tempestivo intervento dei soccorsi aveva reso possibile il trasferimento in elisoccorso all’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, dove il calciatore era stato immediatamente ricoverato in terapia intensiva. Durante il ricovero era rimasto in coma farmacologico per circa 48 ore, prima di risvegliarsi. Gli accertamenti condotti nei giorni successivi avevano mostrato un quadro clinico in costante miglioramento, senza evidenziare danni fisici di rilievo.
Dopo la fase più critica, Trepy era stato trasferito al reparto di pneumologia, dove aveva completato il percorso di cura in vista delle dimissioni. Lo scorso 27 agosto aveva così lasciato l’ospedale di Sassari in condizioni cliniche complessivamente buone: il giorno seguente, il 28 agosto, il calciatore era arrivato in Trentino, nella struttura di Chiarano, considerata un’eccellenza a livello nazionale, per intraprendere il percorso riabilitativo.
La scelta della casa di cura «Eremo» di Arco è stata frutto di una valutazione condivisa dello staff medico del Cagliari, come spiega la struttura trentina interpellata dal nostro giornale: «Lo staff medico del Cagliari diretto dal dottor Gabriele Cirillo, dopo consulto con il dottor Cristiano Sarais, cardiologo di fiducia della società, ha individuato nell’Eremo la struttura ideale per il percorso riabilitativo per il giocatore, arrivato in Trentino dalla Sardegna il 28 agosto».
Soddisfazione per l’esito del percorso è stata espressa dal dottor Emanuele Saraò, direttore della cardiologia dell’«Eremo»: «Siamo lusingati di questa scelta - afferma - il paziente viene dimesso in condizioni cliniche molto buone dopo il percorso riabilitativo che ha permesso una progressiva ripresa delle performance fisiche, documentata dai nostri test. La riabilitazione cardiologica è riconosciuta da linee guida internazionali come indispensabile nel recupero fisico e psicologico dopo un evento acuto o un intervento. È un programma di trattamento specialistico e multidisciplinare a cui lavorano medici, infermieri, Oss, fisioterapisti, professionisti delle attività motorie, psicologi, dietisti a cui va il mio ringraziamento. A Yael rivolgiamo tutti noi il nostro augurio per il suo futuro».
Un ringraziamento, quello del cardiologo, che sottolinea il lavoro corale di un’équipe multidisciplinare che ha seguito il calciatore in ogni fase del recupero. Ora per Trepy si apre una nuova fase: dovrà essere valutato dai medici della squadra rossoblù, che stabiliranno tempi e modalità per il futuro rientro in campo in serie A. Un percorso ancora da definire, ma che parte da un dato fondamentale: il peggio è ormai alle spalle.


