RIVA DEL GARDA. Il consiglio dei sindaci dell'Alto Garda e Ledro ha dato il via libera alla fase di sperimentazione degli apparecchi Taser da fornire al corpo intercomunale di Polizia Locale per incrementare gli standard di sicurezza sia del personale che dei cittadini stessi.

La fase di sperimentazione e l'iter per dotare i vari corpi di questi strumenti a impulsi elettronici fa capo alla Provincia e al Consorzio dei Comuni, che stanno lavorando per predisporre tutti gli aspetti normativi e pratici necessari all'attuazione della legge. La Provincia ha chiesto a tutte le amministrazioni comunali chi volesse aderire alla fase sperimentale e il consiglio dei sindaci dell'Alto Garda e Ledro, all'unanimità e dopo aver ascoltato la relazione del comandante della Polizia Locale Filippo Paoli, ha dato il proprio consenso a questo periodo di prova che durerà sei mesi, anche se al momento non è ancora chiaro quando prenderà il via. Verosimilmente entro la fine dell'anno o nei primi mesi del 2027. In questa prima fase, la copertura finanziaria sarà garantita da risorse provinciali.

Gli apparecchi Taser in dotazione temporanea alla Polizia Locale saranno due, con la possibilità di incrementarne il numero qualora se ne ravvisasse l'efficacia e la necessità. Consorzio dei Comuni e Provincia stanno definendo l'intero iter della sperimentazione, compreso il periodo di formazione del personale che dovrà utilizzare gli strumenti. Una volta completata la procedura, il progetto dovrà essere approvato dai sette consigli comunali del territorio.

Oggi gli apparecchi Taser sono già in dotazione al nucleo radiomobile dei Carabinieri e alle volanti della Polizia di Stato, mentre rappresenterebbero una novità assoluta per la Polizia Locale. Il dispositivo utilizza due elettrodi che trasmettono una scarica elettrica ad alto voltaggio e basso amperaggio, in grado di bloccare temporaneamente i muscoli della persona colpita senza provocare, in teoria, danni permanenti. La scarica dura generalmente non più di cinque secondi, durante i quali gli operatori hanno l'obbligo di richiedere l'intervento del personale sanitario per verificare le condizioni della persona immobilizzata.

Nel tempo, tuttavia, non sono mancati episodi finiti sotto la lente della magistratura per possibili conseguenze legate all'uso del Taser. L'ultimo caso risale a pochi giorni fa nelle Marche, dove un trentacinquenne è morto dopo essere stato immobilizzato con il dispositivo dai Carabinieri: la Procura ha aperto un'inchiesta per accertare eventuali responsabilità.