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RIVA DEL GARDA. C'era il una volta il windsurf che decenni or sono segnò la fortuna del Garda trentino. Una volta però perché adesso questa pratica di volare sull'acqua con una tavola sotto i piedi è in inesorabile declino, anche qui da noi. Meglio qualcosa di più facile, di meno ingombrante. Ed ecco allora il «wingfoil», di fatto uno sviluppo più semplice di windsurf e kitesurf che da un paio d'anni sta spopolando anche dalle nostre parti per continuare a solcare in libertà le acque del lago, cullati dalle onde e dai venti.
«È una disciplina in grande espansione - conferma Marco Segnana, titolare dell'omonima scuola di surf alle foci del Sarca - Una nuova tendenza che sta prendendo piede in misura molto consistente anche perché è di più facile gestione e non disturba nessuno. Diciamo che la nostra clientela si divide tra un 40% che richiede e pratica il wingfoil e un 60% che si dedica al kitesurf».
Sul lago però devono convivere diverse realtà e prima di tutto, per tutti gli "attori" in campo, viene la sicurezza, per sé e per gli altri. È proprio per governare questi fenomeni emergenti che la Provincia ha emanato le nuove disposizioni che entreranno in vigore dal prossimo 15 maggio e che riguardano in particolare proprio il wingfoil e attività similari. In buona sostanza nel periodo dal 15 maggio al 10 ottobre «la navigazione con unità nautiche a vela e tavole a vela, wingfoil e similari compresi, non è consentita all'interno della fascia costiera di larghezza 60 metri nelle aree lacuali prospicienti le spiagge e, in ogni caso, con presenza di bagnanti, fatta salva la possibilità, dove previsto, di partenza da terra e rientro a terra, ad andatura ridotta e osservando una cauta navigazione, secondo una rotta il più possibile perpendicolare alla costa; la navigazione è consentita dall'alba al tramonto, la navigazione con tavole a vela, wingfoil e similari compresi, è in ogni caso sempre vietata per compiere evoluzioni (salti, figure freestyle, eccetera) all'interno della fascia costiera di 200 metri».
«È consentita la partenza da terra - stabilisce ancora la Provincia - Nel caso di principianti (allievi di scuole windsurf e scuole veliche o comunque conduttori non autonomi e non esperti), la pratica del wingfoil e similari è consentita anche con partenza in navigazione in lago aperto, a mezzo "lift" ovvero tramite unità nautica a motore detenuta da scuole di windsurf autorizzate, circoli velici o associazioni wingfoil e kitesurf regolarmente iscritte al Coni; con partenza dalla costa trentina a bordo dell'unità a motore, il praticante (principiante) può quindi alzare la vela e partire avvalendosi del servizio di "lift" nel luogo consentito e rientrare a terra a bordo dell'unità a motore; in tal caso è obbligatoria la presenza dell'unità a motore per assistenza, soccorso e recupero nel corso di svolgimento dell'attività; il traino del principiante che pratica wingfoil e similari con unità nautica è vietato all'interno della fascia costiera di 200 metri, distanza derogabile fino a 100 metri in zone lacuali non prospicienti a spiagge e comunque caratterizzate da assenza di interferenze con bagnanti e altri utenti del lago».
«L'unità nautica adibita al servizio «lift» - precisa ancora la determina provinciale - dovrà essere del tipo gommone ed è vietato, in ogni caso, il traino di galleggianti per il trasporto persone (comunemente denominati "banana boat" e simili)».


