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RIVA DEL GARDA. A parole i giovani sono sempre ai primi posti dell'attenzione generale, anche di quella politica. A parole però, perché poi nella realtà di tutti i giorni spesso vengono dimenticati o snobbati e devono pagare disservizi e lacune del trasporto pubblico che alla fine comunque non toccano solo loro ma coinvolgono tutta la collettività.
Alessio Berlanda è un ragazzo di 16 anni, tra poche settimane inizierà il quarto anno al Liceo Maffei di Riva, indirizzo classico. L'estate non l'ha trascorsa con le mani in mano, si è procurato un impiego stagionale che quotidianamente lo costringe a fare la spola tra Ceniga, dove abita, e Nago. Non è automunito, ovviamente, e di conseguenza dipende totalmente dal servizio pubblico che quotidianamente costringe lui, e tantissimi altri lavoratori pendolari e studenti, ad una vera e propria odissea.
Nel mirino la linea B332 Rovereto-Riva del Garda e la coincidenza B205. «Nelle ultime settimane, su circa 15 viaggi effettuati, sono riuscito a prendere la coincidenza programmata solo due volte - racconta Alessio - I ritardi della linea B332 che dovrebbe transitare da Nago alle 13.09 sono cronici e oscillano tra i 15 e i 30 minuti, facendomi regolarmente perdere il bus B205 delle 13.29 da Riva del Garda per tornare a casa a Ceniga. Questo mi costringe ad aspettare fino a due ore al caldo dopo il lavoro non potendo usufruire di alcun altro mezzo e spesso, se decido di aspettare il bus successivo, dovendolo aspettare ancor di più poiché anch'esso in ritardo. A peggiorare la situazione si aggiungono i casi in cui l'autista impedisce la salita ai passeggeri rimasti a terra a causa del mezzo completamente pieno, una criticità che si somma ai ritardi strutturali».
Alessio Berlanda non è rimasto con le mani in mano, subendo silenziosamente la situazione. Ha scritto a Trentino Trasporti e ha proposto una soluzione ritenuta «semplice»: «Far rispettare - afferma - la regola della gestione delle coincidenze, ordinando al bus B205 di aspettare l'arrivo della linea B332. Il regolamento ufficiale dell'azienda prevede infatti un'attesa massima della coincidenza fino a 10 minuti in caso di ritardo. La risposta ricevuta - sottolinea lo studente altogardesano - è stata un generico scaricabarile sul traffico stradale e sull'omologazione dei mezzi privati (che non permetterebbero passeggeri in piedi). Successivamente, la mia richiesta di applicare il regolamento sulle coincidenze è stata totalmente ignorata».
Nel testo della risposta ufficiale inviata da Trentino Trasporti si legge che «come avrà potuto constatare il ritardo è causato dall'intenso traffico che intasa la viabilità ordinaria sia nella zona dell'Alto Garda, sia nella zona di Rovereto. Non esistono corsie preferenziali che permettano agli autobus di eliminare le lunghe soste in coda e permetterci di arrivare in orario».
«Il traffico dell'Alto Garda è una realtà nota - ribatte Alessio Berlanda - ma non può diventare la scusa per azzerare l'efficienza del servizio e ignorare i diritti degli utenti paganti, lasciando a terra dei minorenni». L'auspicio è che «s'intervenga concretamente per rimodulare gli orari estivi o per garantire la coincidenza flessibile tra questi due nodi cruciali».
E ieri lo studente-lavoratore altogardesano, oltre a rivolgersi al nostro quotidiano, ha ripreso carta e penna e ha scritto direttamente al Servizio mobilità pubblica della Provincia. Nella speranza che qualcuno dia risposte concrete a lui e a decine e decine di altri utenti pendolari. P.L.


