DRO - Ci sono mani che se ben collegate al cervello, anche nei momenti di maggior concitazione, possono salvare una vita.

Ne sa qualcosa Corrado Veronesi, bolognese di 59 anni, che il 19 luglio ha rischiato al vita per un collasso cardiaco mentre era ospite del ristorante «Alfio» a Dro. Partiamo dal suo racconto: «Quel giorno mi trovavo con mia moglie e i miei nipoti a pranzare presso il ristorante pizzeria "Alfio" a Dro quando (e da qui posso parlare in terza persona perché di quello che è successo non mi ricordo assolutamente nulla) all'improvviso ho perso i sensi e un membro del personale (mi dicono robusto) mi ha preso su di peso, steso per terra mentre un suo collega ha tagliato la camicia e ha cominciato a farmi il massaggio cardiaco con forza. Nel frattempo è stato chiamato il 118, è arrivata l'ambulanza, hanno usato il defibrillatore e poi mi hanno trasferito all'ospedale di Trento in elicottero dove mi sono svegliato in terapia intensiva il giorno dopo».

L'ospite bolognese prosegue: «Tutti gli operatori sono stati concordi nel dire che senza il primo intervento del massaggio cardiaco a quest'ora non sarei qui a parlarne. I miei nipoti sono rimasti scioccati per diversi giorni, alla fine della vicenda mi hanno impiantato un IDC, che sarebbe un mini pacemaker e mi hanno dimesso sabato scorso. Solo adesso ho trovato il modo (dopo visite e esami a Bologna) per ringraziare tutto il personale del ristorante "Alfio" per avermi permesso di avere una seconda opportunità». La lettera è arrivata anche nel locale droato dove è stata colta con grande soddisfazione. Non solo per i suoi contenuti, ma anche perché della sorte di quel turista bolognese non si sapeva più nulla da oltre un mese dopo il suo ricovero al Santa Chiara.

A mettere quelle mani sul petto dell'ospite è stato Alfio Biondo, figlio del titolare Flavio. Quest'ultimo ieri ha sentito al telefono Corradi, con grande emozione: «Ogni vita è importante - dice Flavio Biondo - ci ha chiamati per manifestare riconoscenza. Ma sono io che ringrazio perché quando succedono queste cose ti rimane sempre dentro qualcosa di importante».

Quel giorno tutto è accaduto in pochi istanti. L'ospite era in veranda, erano le 13 di una giornata calda e col ristorante pieno di ospiti. L'uomo era al tavolo con i suoi familiari e tutto sembrava tranquillo. All'improvviso si è sentito male, forse perché qualcosa gli è andato di traverso, ma subito dopo è intervenuto anche l'arresto cardiaco. L'ostruzione delle vie aeree è stata in qualche modo rimossa, ma senza battito la tragedia si sarebbe consumata in pochi istanti.

Alfio Biondo non ha perso tempo, ha seguito l'istinto e le nozioni imparate nei corsi aziendali, e ha avviato un massaggio cardiaco durato dieci minuti e alla fine decisivo per la vita di Corradi, come hanno poi confermato i sanitari intervenuti sul posto. Poi al ristorante sono arrivate due ambulanze, il defibrillatore, i vigili del fuoco e anche l'elicottero. Il personale medico ha stabilizzato l'uomo che è stato trasferito a Trento.

«Da quel giorno non sapevo più nulla di quell'uomo - racconta Alfio - quando si è sentito male ho subito capito che era questione di secondi, si è creato il panico tra i presenti ma siamo riusciti a fargli la manovra salvavita mentre arrivavano i soccorsi. Saperlo vivo è stata un'emozione forte, da pelle d'oca».