NAGO TORBOLE. Era un mito al volante della sua Ford Consul gialla, si è fatta conoscere da tutti, Sila Montagni, sposata Barcelli: scarrozzava i turisti ovunque ma dava anche un passaggio se ce n'era di bisogno; lei conosceva le lingue e sapeva tenere testa a chicchessia con la sua simpatia. È stata, nell'Alto Garda, la prima tassista, un lavoro che fino ad allora era per lo più maschile. Si è spenta lunedì, a casa sua, attorniata dall'affetto del suo caro Vincenzo e dei figli Roberto, Michele ed Eleonora. Mercoledì c'è stato l'abbraccio del paese ai funerali nella chiesa di Sant'Andrea a Torbole dove il parroco, don Vincenzo Lupoli, ne ha tracciato la figura, forte, diretta e generosa.

Sila ha voluto al suo capezzale, il parroco, pochi giorni prima di farsi luce: «Perché se deve farmi il funerale - gli ha detto - voglio che mi conosca», ha ricordato Roberto. Era una donna schietta ma sapeva anche dare col cuore. Era nata a Riva del Garda nel 1942 e si era fatta le ossa da piccola: a 18 anni sua madre l'ha mandata prima a Londra a lavorare in un negozio per imparare l'inglese e l'anno dopo a Monaco per il tedesco. Quindi nel 1965 il matrimonio con Vincenzo Vinci Barcelli, il comandate dei vigili del fuoco per antonomasia, ed è iniziata la vita di famiglia ma anche di lavoro a Torbole sul Garda: distributore alla rotonda, taxi, officina e successivamente negozio con articoli da campeggio e sportivi. Tutta la famiglia ha lavorato nell'azienda, ai vari mestieri.

«Una volta, avevo 6 anni, mi ha preso sul taxi per portare una cliente fino a Sankt Moritz, un'avventura: tornando abbiamo fatto un passo fuori dal mondo», ha ricordato Roberto. Era un'oratrice formidabile, spesso un fiume in piena. Le piacevano i fiori, il suo balcone era ammirato, una cartolina d'ingresso a Torbole, è stata anche premiata. E poi la passione per il gioco a carte con le amiche, quella socialità bella e dolce, lo stare assieme, il fare quattro chiacchiere. Sila lascia nel più profondo dolore la famiglia e i parenti ma mancherà tanto anche al paese, con lei se ne va un pezzo di cuore di Torbole.