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RIVA DEL GARDA. È una spada di Damocle che pende sulla testa dei rivani, a cominciare dalla popolosa frazione di S. Alessandro: il tunnel viario (o i tunnel, se comprendiamo anche quello della fantomatica ferrovia) sotto il monte Brione, previsione urbanistica inserita nel piano stralcio della mobilità della Comunità di Valle, approvato con un blitz esattamente sei anni fa (17 luglio 2020) dalla prima giunta Fugatti, a meno di due mesi dalle elezioni comunali. Il "fantasma" è riecheggiato l'altra sera in assemblea della Comunità di Valle per bocca del commissario straordinario per la Variante di Torbole Carlo Benigni, un riferimento che ovviamente ha fatto sobbalzare sulla sedia il sindaco di Riva Alessio Zanoni, da sempre contrario (come tutto il centrosinistra, a cominciare dal Pd) a questa previsione. Perché il sospetto che serpeggia sotto la Rocchetta è, tra le altre cose, che se passa la cosiddetta «soluzione D2» per la variante con sbocco al Linfano, un domani, con giunte di altri colori politici, quella spada di Damocle possa diventare realtà.
Per ora, ferma restando la netta contrarietà dell'amministrazione Zanoni all'ipotesi tunnel e soluzione D2, il primo cittadino non dice nulla sulle prossime mosse. Ma negli ambienti della maggioranza si sta valutando la possibilità di presentare una mozione o comunque un atto che impegni sindaco e giunta a chiedere lo stralcio della previsione urbanistica dei tunnel sotto il Brione dal piano della mobilità della Comunità di Valle. Stralcio che richiede comunque una variante urbanistica e la variante dovrebbe essere votata dall'assemblea della Comunità. Comunque, anche in considerazione del passaggio in consiglio ad Arco del tema viabilità e Variante di Torbole non prima della fine di agosto, confronto e discussione sull'argomento approderanno in aula anche a Riva, presumibilmente da settembre in poi. E l'ipotesi di una presa di posizione ufficiale sullo stralcio del tunnel sotto il Brione è più che concreta. Tanto per mandare un messaggio chiaro a Trento.
Nel frattempo Alessio Zanoni replica punto per punto alle critiche mosse dal centrodestra (Lega e Patt) sul primo anno di governo. Lo fa rivendicando i valori della condivisione e della partecipazione, ricordando alle consigliere Santi e Betta che «anche la loro amministrazione ha dovuto attendere oltre un anno prima di vedere concretizzarsi le principali opere pubbliche (dalla rotatoria di via Zandonai alla demolizione dell'ex Casa cantoniera di Rione Degasperi all'avvio dei lavori del parcheggio al Parco della Libertà). È questo il normale funzionamento della macchina pubblica - sottolinea il sindaco - È singolare che oggi si pretenda di misurare un anno di governo esclusivamente sulla base di opere concluse, dimenticando un'esperienza amministrativa che dovrebbe essere ben conosciuta da chi l'ha vissuta. Più difficile è dimenticare come si sia conclusa quella stagione amministrativa. La città ha vissuto una vicenda istituzionale senza precedenti, culminata con gli arresti domiciliari della sindaca, la sostanziale rinuncia all'esercizio delle principali deleghe e un'amministrazione rimasta di fatto in una lunga fase di galleggiamento per diversi mesi. A ciò - prosegue Zanoni - si sono aggiunte le numerose criticità che questa amministrazione è stata chiamata ad affrontare nelle società partecipate e nella società in house, situazioni che hanno richiesto un impegno straordinario».
Sui casi Varone (amministrazione Santi) e S. Tomaso (amministrazione Zanoni) rivendica una sostanziale differenza: «A Varone a suo tempo le scelte sono state imposte; a S. Tomaso sono stati organizzati tre distinti incontri pubblici, i cittadini hanno potuto ascoltare, presentare osservazioni, e la scelta finale è stata condivisa». «Questa amministrazione continuerà a misurare il proprio operato non soltanto attraverso le opere che saranno realizzate, ma anche attraverso il modo con cui tali opere verranno progettate, condivise e costruite insieme alla comunità» ribadisce. Che a proposito di opere pubbliche ricorda «nel corso del primo anno sono state pianificate, finanziate e progettate 10 opere pubbliche, per un valore complessivo superiore ai 9 milioni di euro». Due quelle concluse: l'impianto semaforico a Pregasina e la messa in sicurezza della chiesetta di S. Maria Maddalena. Sono in fase di conclusione le procedure e l'affidamento dei lavori per la mitigazione sismica e lo sbarrieramento delle scuole Nino Pernici (cantiere in autunno), lo spazio aggregativo al Parco della Libertà; il restauro della Torre Apponale; l'intervento necessario su Palazzo Pretorio; l'acquedotto di via Ardaro; l'efficientamento della pubblica illuminazione del lungolago, del Rione Degasperi e del Rione 2 Giugno; il rifacimento della pompa di sollevamento di viale Pernici; l'ultimo lotto di Palazzo Salvadori. E a livello preliminare - ricorda ancora Zanoni - si sta andando avanti con altri progetti: la distrettualizzazione della rete acquedottistica, l'ampliamento della caserma dei Vigili del Fuoco, un primo stralcio del piano asfalti, la riqualificazione del cimitero di Varone, la destinazione sociale delle ex scuole Zadra, il parcheggio e il parco giochi di Pregasina, il marciapiede di via Venezia e via Cartiere, la pista ciclopedonale di collegamento tra Varone e via Pigarelli.


