RIVA. Se n’è andata improvvisamente a soli 51 anni lasciando dietro di sé un dolore immenso prima di tutto per i due figli e per la famiglia, ma anche per i molti che l’hanno conosciuta e ne hanno apprezzato l’energia, il sorriso, la determinazione.

Elisabeth Salis, origini sarde (di Carbonia) ma una vita spesa qui nell’Alto Garda (viveva in località Dom a Riva) è stata una protagonista della lunga e difficile battaglia grazie alla quale si è finalmente riusciti a riportare in Italia Chico Forti dopo tanti anni di carcere negli Stati Uniti. Una attivista convinta dell’innocenza dell’imprenditore trentino che ha avuto un ruolo essenziale nella campagna di sensibilizzazione fatta in questi anni. È lei che in molte occasioni si è attivata per organizzare serate, incontri, iniziative a favore di Forti.

E proprio dalla pagina “Chico Forti” è arrivato un commosso ricordo di Elisabeth Salis: «Per anni ha lottato in silenzio, dietro le quinte, per la libertà di Chico - si legge - lo ha fatto senza cercare applausi o riconoscimenti, semplicemente perché ci credeva e sentiva che fosse giusto. Anche lontano dai riflettori, il suo impegno non è mai venuto meno. Ma Elisabeth era tanto altro. Era una Donna buona, di quelle che incontri raramente e che ti entrano nel cuore senza fare rumore. Aveva sempre una mano da tendere, una parola per chi ne aveva bisogno, un pensiero gentile. Chi l’ha conosciuta sa quanto fosse facile affezionarsi a lei e quanto sia difficile oggi accettare che non ci sia più. Ci mancheranno il suo sorriso, la sua presenza e tutti quei momenti che adesso diventano ricordi da custodire».