RIVA DEL GARDA. Due persone sono state arrestate a Riva del Garda con l'accusa di truffa aggravata, rapina impropria e lesioni personali ai danni di un'anziana residente nell'Alto Garda. L'operazione è stata condotta nella serata di martedì 3 novembre dai carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Riva del Garda, con il supporto dei militari della locale Stazione.

Il bottino, recuperato integralmente e restituito alla proprietaria, era composto da 22 monili in oro, per un peso complessivo di 215 grammi e un valore stimato superiore ai 24mila euro.

La vicenda è iniziata nel primo pomeriggio, quando alla Centrale operativa dei carabinieri sono arrivate diverse segnalazioni relative a telefonate sospette. Alcuni cittadini avevano infatti ricevuto chiamate da persone che si spacciavano per appartenenti all'Arma e chiedevano di poter visionare i gioielli custoditi nelle abitazioni. I primi tentativi di raggiro non sono andati a buon fine, anche grazie alle campagne di sensibilizzazione e prevenzione promosse sul territorio.

Raccolte le segnalazioni, i militari hanno predisposto un servizio mirato di controllo nella zona, coinvolgendo le pattuglie del Radiomobile, i carabinieri della Stazione di Riva del Garda e personale in abiti civili dell'Aliquota operativa.

Poco dopo è arrivata una nuova chiamata, questa volta attraverso il numero unico di emergenza, per segnalare un'aggressione ai danni di una donna anziana. A dare l'allarme era stata una residente, che aveva assistito alla fuga di una sconosciuta dopo l'episodio.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la vittima era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come carabiniere. Con il pretesto di una rapina in gioielleria, le aveva raccontato che la sua automobile sarebbe stata notata nei pressi del luogo del furto e che, per escludere un eventuale coinvolgimento, sarebbe stato necessario controllare i preziosi custoditi in casa.

Poco dopo, alla porta dell'anziana si è presentata una donna che si è qualificata come incaricata della Procura. Una volta entrata nell'abitazione, avrebbe approfittato di un momento di distrazione per impossessarsi dei gioielli. Per assicurarsi la fuga, ha spintonato la proprietaria, facendola cadere a terra.

L'intervento dei carabinieri è stato immediato. I militari sono arrivati sul posto in meno di tre minuti e hanno intercettato la donna all'uscita dello stabile, prima che potesse raggiungere un'automobile a noleggio. Al volante del veicolo si trovava un complice, che l'attendeva con il motore acceso. La perquisizione ha permesso di recuperare tutti i preziosi sottratti.

Al termine degli accertamenti, entrambi sono stati arrestati e accompagnati alla Casa circondariale, a disposizione dell'Autorità giudiziaria.