PHOTO
TRENTO. È tornato in aula, davanti alla corte d’assise di Trento, il processo per la morte di Maria Rosca, la donna precipitata dal terzo piano della casa in cui viveva a Riva del Garda il 30 gennaio 2022. L’udienza si è concentrata su un elemento considerato decisivo: l’audio registrato da una telecamera di sorveglianza installata nei pressi dell’abitazione di via Fiume.
Secondo l’accusa, quella traccia avrebbe catturato frasi pronunciate dall’ex compagno nel momento immediatamente successivo alla caduta. Il contenuto, però, resta oggetto di contestazione: non c’è concordanza sulla traduzione e alcune parti sarebbero risultate di difficile interpretazione. Per questo le parti hanno chiesto un nuovo accertamento tecnico, e il tribunale ha accolto la richiesta disponendo una seconda perizia.
L’imputato non era presente in aula. In aula sono stati sentiti anche alcuni testimoni. È intervenuto inoltre il perito dell’accusa, che ha illustrato i propri rilievi sulla caduta, mostrando anche le immagini riprese dalla telecamera. In base all’analisi presentata, la traiettoria e gli elementi raccolti risulterebbero compatibili con una spinta.


