RIVA DEL GARDA. È morto Roberto Pellegrini, storico presidente e amministratore delegato di Riva del Garda Fierecongressi, la società che gestisce il polo fieristico e congressuale della città. Da tempo combatteva contro una malattia e nelle ultime settimane le sue condizioni si erano aggravate.

Pellegrini si stava curando da tempo. Nei mesi scorsi era tornato a comparire in pubblico, partecipando ad alcuni appuntamenti di Riva del Garda Fierecongressi. Recentemente, però, il quadro era peggiorato fino al rientro a casa negli ultimi giorni.

Figura di primo piano del sistema economico e fieristico del Garda Trentino, Pellegrini era alla guida di Riva del Garda Fierecongressi dal 2007, ricoprendo i ruoli di presidente e amministratore delegato. Un incarico portato avanti per quasi vent'anni, accompagnando lo sviluppo dell'attività fieristica e congressuale rivana.

Dal 2012 faceva inoltre parte del consiglio di amministrazione di Expo Riva International, società appartenente al gruppo Riva del Garda Fierecongressi. Nel corso della sua carriera aveva maturato diverse esperienze nella gestione d'impresa e ricoperto incarichi anche in realtà del territorio, tra cui Garda Trentino Sviluppo.

Nel 2020 era entrato anche nel consiglio di amministrazione dell'Associazione Amici dell'Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

La scomparsa di Roberto Pellegrini lascia un vuoto importante nel mondo economico e fieristico di Riva del Garda, al quale aveva dedicato una parte significativa della propria attività professionale.

"Hai sempre scelto il bene comune sopra ogni cosa e mi piace ricordare un momento significativo per l'Alto Garda e per il Trentino, quando nel 1982, con lungimiranza e visione fosti promotore, insieme ad altri amici animati dallo stesso spirito, della petizione per eliminare le imbarcazioni a motore nella parte nord del Lago di Garda, una scelta che ha fatto la fortuna turistica di questo territorio", si legge in una nota di Riva del Garda Fierecongressi. "Per tutti noi di Riva del Garda Fierecongressi resta soprattutto il ricordo di un uomo curioso, generoso, visionario e profondamente umano. Ci lasci una società più forte, più internazionale, più aperta al cambiamento. Ma ci lasci soprattutto un modo di guardare al futuro che continuerà ad accompagnarci. Con gratitudine", conclude la nota.