Il futuro dell'ospedale di Arco torna al centro del confronto politico. Alla vigilia dell'incontro tra gli amministratori locali e l'assessore provinciale alla Salute, la consigliera del Pd del Trentino Michela Calzà chiede alla Provincia di chiarire quale sarà la destinazione del presidio una volta conclusi i lavori e, soprattutto, quale strategia intenda mettere in campo per rafforzare i servizi sanitari dell'Alto Garda.

Al centro dell'interrogazione depositata oggi in Consiglio provinciale c'è infatti una domanda che riguarda il futuro della struttura: come verranno utilizzati gli spazi dell'ospedale al termine degli interventi avviati e in corso con i fondi del Pnrr? Per Calzà, la riqualificazione edilizia non dovrebbe limitarsi a un intervento sugli immobili, ma diventare l'occasione per definire un progetto complessivo di rilancio del presidio e della sanità pubblica del territorio.

Tra i punti sollevati c'è la possibilità di ricostruire l'intero volume del padiglione A, utilizzando gli spazi aggiuntivi anche per realizzare alloggi destinati a studenti e personale sanitario. La consigliera chiede inoltre di conoscere quale sarà la futura funzione dei padiglioni A e B e come verranno organizzati i servizi all'interno della struttura.

Il capitolo più delicato riguarda però il Pronto soccorso, che secondo quanto riportato nell'interrogazione registra più di 20 mila accessi ogni anno. Un numero che, nella prospettiva indicata da Calzà, rende necessario interrogarsi sulla capacità del servizio di rispondere alle esigenze di un territorio ampio e caratterizzato anche da una forte presenza turistica.

La richiesta è quindi quella di capire se al potenziamento degli spazi corrisponderà anche un rafforzamento concreto dell'offerta sanitaria. Personale, emergenza e organizzazione dei servizi diventano così elementi centrali nella discussione sul futuro dell'ospedale.

Nell'interrogazione entra anche Villa Garda, per la quale vengono chiesti chiarimenti sulle prospettive di valorizzazione della struttura e dell'area verde circostante. Un ulteriore tassello di una discussione che non riguarda soltanto i padiglioni ospedalieri, ma più in generale il ruolo che il presidio dovrà avere nella rete sanitaria dell'Alto Garda.

Un altro fronte è quello della postazione di Trentino Emergenza 118, recentemente interessata da una denuncia del sindacato Nursing Up per alcune criticità di carattere logistico e organizzativo. Anche su questo punto Calzà chiede alla Provincia di fare chiarezza.

La consigliera richiama infine il Protocollo del 2016, indicando la necessità di mantenere il percorso di rilancio dell'ospedale in coerenza con gli obiettivi già individuati allora. Il timore è che la riqualificazione degli edifici proceda senza una visione altrettanto definita sul futuro dei servizi.

Per questo la richiesta alla Provincia è di mettere sul tavolo le proprie intenzioni prima che i lavori arrivino alla conclusione. L'ospedale di Arco serve un bacino territoriale ampio e, in particolare nei periodi di maggiore afflusso turistico, deve poter contare su strutture e servizi adeguati. La partita, dunque, non è soltanto quella dei lavori in corso, ma quella di stabilire quale ospedale avrà l'Alto Garda nei prossimi anni.