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RIVA DEL GARDA. Nel solo mese di agosto 1.343 accessi di residenti, oltre 100 artigiani e 1.334 fornitori, tutti numeri che poi vanno comunque "scremati" considerando che ci sono 48 ore di tempo per mettersi in regola coi relativi permessi. Se a questi aggiungiamo le migliaia di bici di residenti e turisti che spesso improvvisano improbabili dribbling facendo il pelo ai tavolini dei bar, ne esce un'immagine di confusione non regolamentata in quello che è il cuore pulsante di Riva del Garda.
Ora la giunta Santi è determinata a dire «basta»: «Vogliamo mettere ordine in una situazione oggetivamente per nulla piacevole» fa sapere decisa la prima cittadina. Come lo si sta valutando in queste settimane e le proposte concrete arriveranno dopo aver analizzato i dati che man mano arrivano sia a Comune che alla società Apm. «Dati impressionanti» fa sapere la sindaca. Da Piazza Catena a Piazza Tre Novembre, da viale San Francesco a Piazza Garibaldi. Ma non solo.Amministrazione comunale e società in house di Palazzo Pretorio sono al momenti i due unici attori che siedono attorno a un tavolo tecnico-politico attivato proprio per risolvere la questione.
«Al momento non sono state chiamate le categorie economiche - ammette Cristina Santi - Lo faremo nel momento in cui, dopo aver analizzato dati e statistiche, faremo le prime proposte operative». Di una cosa è certo la prima cittadina di Riva, che tra l'altro ha monitorato quotidianamente la situazione a vista dal suo ufficio al primo piano di Palazzo Pretorio: «È necessario mettere delle regole, per tutti e per il bene di tutti - osserva - Il nostro obiettivo è rendere il cuore della città più pedonabile possibile». Per far questo però, riflette ancora Santi, «è necessario un cambio culturale».
«Non è possibile che un fornitore debba entrare sette volte in una sola giornata perché questa è la richiesta del suo cliente, albergatore o altro che sia - osserva la sindaca - Tutti si devono organizzare meglio per ridurre al minimo gli accessi all'interno della Ztl (la zona a traffico limitato, ndr.)».
Regole quindi più stringenti ma, osserva ancora la prima cittadina, «è necessario innescare un cambio culturale». Le storture sono quotidiane: il fornitore appunto che entra più e più volte in centro nell'arco di una giornata ma anche il cliente dell'albergo che non è anziano, non ha difficoltà di movimento, eppure deve arrivare con la macchina sotto l'albergo per caricare le valigie in auto. I momenti di caos e anche le proteste non sono state poche durante la stagione estiva conclusasi da poco.
A tutto questo va aggiunto poi il «fattore bici», che siano normali o elettriche, di residenti ma soprattutto turisti. Le infrastrutture attuali anche in centro sono state tarate per un tot di persone: il boom turistico (2020 escluso) ha quintuplicato i numeri ma anche i problemi. «Dobbiamo gestire tutto questo enorme flusso nel centro storico di Riva, regolamentare la convivenza tra pedoni, ciclisti, carico e scarico merci e plateatici in centro storico. Così com'è ora è una giungla» aveva detto a inizio agosto l'assessore alla mobilità Luca Grazioli anticipando la possibilità di modificare il sistema di carico e scarico merci in centro, «magari sull'esempio di Malcesine, dove i mezzi restano fuori e si entra col carrettino a mano o elettrico». Il conto alla rovescia è iniziato.


