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ARCO. Il volantino è stato distribuito nei bar e nei pub di Arco che lui amava frequentare con la sua combriccola, Gatto nero, Zio spirito, Cafè Noir, Corner, Monkey... «Offri un aperitivo a Misha! Misha ci ha lasciato troppo presto. La sua famiglia ha bisogno di aiuto per affrontare accertamenti e spese legali».
Il dépliant avvisa di una raccolta fondi avviata da Yanina Sulima e Ivo Fiorenza, amici di Misha, in accordo coi genitori, per fare chiarezza sulle cause che hanno portato alla morte di Mykhailo Barisov, scomparso a soli 34 anni, lasciando nel più profondo dolore la madre Oxana, ucraina ma da vent'anni ad Arco, e il padre Giuseppe di Arco e i tanti amici e amiche.
Dolore infinito ma anche grande sconcerto per il calvario tra gli ospedali di Arco, Rovereto, Trento e Brescia e le peripezie sanitarie alle quali è andato incontro dall'estate 2025 quando si era strappato un gluteo facendo palestra, disciplina che lui amava. Misha, residente ad Arco, era un vero «gigante buono».
Arrivato dall'Ucraina da bimbo si era integrato perfettamente nella vita locale, prima nel mondo della ristorazione poi come meccanico, dimostrando sempre passione e professionalità. Solare, affabile, pronto alla battuta e con un sorriso sempre raggiante amava i motori, le moto e lo sport.I genitori sono affranti ma determinati a volere chiarezza. Per loro era l'unico figlio. Hanno un lavoro normale, non possono permettersi grandi spese, ma vogliono affrontare questo percorso necessario per accertare i fatti, attraverso consulenze legali e medico-legali, un cammino che sarà complesso, lungo e costoso.
«Non vogliono che in futuro altri giovani passino la stessa storia» spiega Ivo Fiorenza. Intanto vogliono trovare un medico legale di fiducia che assista all'autopsia disposta dall'autorità giudiziaria per giovedì. Poi serviranno mesi per i risultati.
«Molti di noi conoscevano Misha: qualcuno da vicino, qualcuno di sfuggita - si legge sul portale gofundme.com alla pagina sulla raccolta avviata da Yanina Sulima Per Misha: aiutare la famiglia a fare chiarezza - ma tutti ricordano la stessa cosa di lui: il sorriso, la disponibilità, la forza e la voglia di vivere. Misha era una persona che c'era sempre quando qualcuno aveva bisogno. La sua scomparsa improvvisa ha lasciato un vuoto enorme nella sua famiglia e in tutti noi. Quando una persona giovane e piena di vita se ne va così, restano domande difficili, a cui è giusto cercare risposte.
La famiglia di Misha sente il bisogno di comprendere fino in fondo cosa sia successo, se tutto sia stato fatto nel modo corretto e tempestivo, e se vi siano stati errori o omissioni nella gestione sanitaria. Non si tratta di accusare ma di cercare la verità, con rispetto e serietà, affinché nulla venga lasciato nell'incertezza. È un passo importante anche per dare dignità alla memoria di Misha. Non possiamo riportarlo indietro ma possiamo stare accanto ai suoi genitori, così come lui avrebbe fatto con ciascuno di noi. Ogni contributo, anche piccolo, è un gesto di vicinanza, di solidarietà e di sostegno concreto. Grazie di cuore a chi vorrà aiutare e ricordare Misha con noi».


