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LAGO DI GARDA. Microplastiche nei laghi alpini, il Garda è quello più contaminato. Il lago di Garda è il bacino che, tra i 14 laghi alpini e subalpini studiati nel Nord Italia, presenta la maggiore abbondanza di microplastiche nei sedimenti delle rive. Lo evidenzia lo studio Variazione altitudinale dell'abbondanza di microplastiche nei sedimenti delle rive dei laghi italiani, pubblicato il 14 maggio 2024 e rilanciato nei giorni scorsi dal Wwf Bergamo Brescia, che richiama l'attenzione sulla presenza delle particelle plastiche nei sedimenti delle rive del lago.
Lo studio, condotto da un gruppo di studiosi coordinato da Marco Parolini, ha interessato i laghi Fedaia, Soraga, delle Piazze, Levico, Caldonazzo, Santa Massenza, Toblino, Cavedine, Malga Campo di Drena, Garda, Ledro, Idro, Moro e Iseo, lungo il percorso della manifestazione Keep Clean and Run 2023, svoltasi dal 29 aprile al 5 maggio in Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia. In totale, circa 350 chilometri di percorso e tre punti di campionamento per ciascun lago, individuati lungo le rive in prossimità della linea di battigia.
Il dato che più colpisce riguarda proprio il lago di Garda: 61,53 microplastiche per chilogrammo di sedimento secco e 666,67 particelle per metro quadrato, i valori più elevati dell'intero campionamento. La differenza rispetto agli altri laghi è risultata statisticamente significativa. La media complessiva dei 14 laghi è di 14,42 microplastiche/kg e 176,07 microplastiche/m². Per gli autori, il risultato del Garda va letto alla luce delle caratteristiche del suo territorio. È il più grande lago subalpino italiano, con un bacino molto esteso e una presenza particolarmente elevata di popolazione, turismo e attività antropiche. Lo studio individua infatti una maggiore abbondanza di microplastiche nei laghi di quota più bassa e circondati da aree maggiormente popolate.
Al secondo posto per concentrazione nei sedimenti si trova il lago d'Iseo, con 25,40 particelle per chilogrammo e 340 particelle per metro quadrato. Seguono i laghi di Caldonazzo, Moro e Idro. Nel campione figura anche il lago di Ledro, insieme agli altri bacini trentini. La ricerca ha rilevato microplastiche nei sedimenti di tutti i 14 laghi analizzati. Tra i materiali identificati prevalgono Pet (45%), cellophane (17%), copolimero polietilene-polipropilene (9%) e polietilene (7%). Il nero è risultato il colore più frequente, seguito da blu, bianco/trasparente e rosso. Tra le possibili fonti figurano l'usura dei materiali sintetici, il turismo, il trasporto atmosferico e il trasferimento delle particelle lungo i corsi d'acqua. Il problema riguarda quindi non soltanto il Garda, ma anche i laghi di montagna, dove le particelle possono arrivare attraverso vento e precipitazioni.


