RIVA DEL GARDA. Il gip del tribunale di Rovereto, la dottoressa Mariateresa Dieni, ha archiviato la posizione di dieci dei 34 indagati per il reato di «diffamazione aggravata» in seguito alla querela presentata dall'amministratore delegato dell'A22 Diego Cattoni e da sua moglie dopo svariati post e commenti sulle pagine social ritenuti offensivi e successivi al loro matrimonio svoltosi il 2 luglio dell'anno scorso all'Hotel Lido Palace di Riva.

Per quell'evento l'agenzia che organizzò l'intera cerimonia (la società «Cinquevie srl») aveva affittato tutta la zona dei Giardini all'Italiana con conseguente divieto di transito, anche a piedi, in quel tratto di lungolago. Il tutto regolarmente autorizzato dal Comune di Riva. Una novità assoluta per un evento privato a Riva del Garda e la cosa suscitò critiche e polemiche, ad ogni livello. Critiche che in alcuni casi sfociarono in parole "pesanti", anche all'indirizzo degli sposi. E così l'ad di A22 ha deciso di presentare querela.

Tra le posizioni per le quali lunedì 26 giugno il gip del tribunale di Rovereto ha disposto l'archiviazione ci sono quelle degli attuali consiglieri comunali del Partito Democratico Alessio Zanoni, Tiziano Chizzola e Gabriele Bertoldi, dell'ex consigliere e nel 2020 candidato col polo civico-autonomista Rocco Frizzi e dell'architetto Cirillo Tonelli. Per loro, così come per gli altri cinque, lo stesso pubblico ministero Fabrizio De Angelis aveva chiesto l'archiviazione di ogni accusa «in quanto - ha scritto lo stesso magistrato - le critiche hanno riguardato esclusivamente l'operato dell'amministrazione comunale e non le persone querelanti. Così come - proseguiva il dottor De Angelis - la posizione di Rocco Frizzi che nel suo scritto ha espresso un'aspra critica generale all'arroganza del potere e alla classe politica ma del tutto legittima e continente, non facendo riferimento diretto ai due querelanti».

A quella richiesta di archiviazione, il legale di fiducia di Cattoni e signora (l'avvocato Jean Paule Castagno dello studio Orrick di Milano) ha presentato opposizione chiedendo in buona sostanza al giudice di disporre nuove indagini e non concordando, ovviamente, con le conclusioni del magistrato. Ieri, a poco più di una settimana dall'udienza preliminare alla quale hanno partecipato lo stesso Cattoni e signora, è arrivata la decisione del giudice che ha archiviato le accuse nei confronti di 10 dei 34 indagati respingendo di conseguenza l'opposizione dei querelanti:

«Risulta evidente - scrive la dottoressa Dieni - che per le modalità non usuali di svolgimento dell'evento, con ricadute sulla vita della cittadinanza, la qualità dei soggetti coinvolti, appartenenti alla sfera pubblica e alla classe politica locale, il fatto ha assunto per la comunità dell'Alto Garda un indubbio rilievo pubblico ed esposto i suoi protagonisti al rischio di veder criticare le scelte operate da parte di cittadini e politici».

«Risulta altrettanto evidente - prosegue il gip facendo riferimento prima di tutto alle contestazioni mosse ai tre consiglieri del Pd - che i post ritenuti diffamatori altro non sono che critiche politiche rivolte all'operato della sindaca di Riva (e alla maggioranza che la sostiene) e in nessun modo dirette alle persone offese, indicate semplicemente come potenti che la parte politica criticata avrebbe inteso compiacere. Il diritto di critica è stato esercitato entro i limiti dell'interesse pubblico alla conoscenza dei fatti - scrive ancora la dottoressa Dieni - e in quello della continenza espressiva, non trascesa in attacchi personali finalizzati ad aggredire la sfera morale altrui».