PHOTO
RIVA DEL GARDA. È un lutto che colpisce direttamente l’Adige, prima ancora che il mondo del giornalismo trentino. Claudio Chiarani è morto a 69 anni. Giornalista professionista e punto di riferimento per decenni nell’Alto Garda, aveva iniziato il suo percorso proprio come collaboratore dell’Adige e, dopo diverse esperienze professionali, negli ultimi dieci anni era tornato a scrivere con continuità per il nostro giornale. Claudio era uno dei nostri a tutti gli effetti, una presenza familiare e una firma sulla quale si poteva sempre contare.
Aveva lavorato fino all’ultimo. Proprio ieri era uscito il suo ultimo articolo sull’Adige, l’ultima storia di una lunghissima serie raccontata con la curiosità e la passione che non lo avevano mai abbandonato. Conosceva il Garda Trentino come pochi: luoghi, persone, vicende, sport ed eventi. Nel corso della sua carriera aveva scritto per diverse testate, costruendosi una rete di rapporti e conoscenze che lo aveva reso un riferimento non soltanto per i colleghi, ma per un intero territorio.
Fuori dalle redazioni, Chiarani coltivava passioni altrettanto forti. Era un grande conoscitore del parapendio e del base jumping, mondi dei quali aveva seguito da vicino l’evoluzione e i protagonisti, soprattutto nell’area del monte Brento. Amava profondamente anche i motori e i viaggi, comprese le avventure affrontate in Vespa. Esperienze che diventavano spesso occasioni per incontrare persone, scoprire posti nuovi e raccogliere altre storie da raccontare.
Ma di Claudio Chiarani resterà soprattutto il ricordo della persona: conosciutissimo nell’Alto Garda, sempre positivo, curioso e disponibile, aveva mantenuto fino alla fine entusiasmo per il giornalismo e per la vita. Per noi dell’Adige la sua scomparsa significa perdere non semplicemente un collaboratore, ma un collega e uno di noi. Lascia la moglie e la figlia, alle quali va l’abbraccio di tutta la redazione.


