ARCO. Sarà una delle dieci giovani italianiste a contendersi la medaglia d'oro alle «Olimpiadi di italiano» proposte dal ministero dell'istruzione e la cui finale sarà ospitata il 21 aprile all'università di Salerno. Anna Bisson, studentessa di Arco che frequenta il liceo Maffei a Riva del Garda, ha infatti vinto la selezione regionale ma poi ha lasciato il posto al secondo classificato perché è stata selezionata tre le dieci eccellenze in materia del Belpaese. Insomma, a fine mese si contenderà il primo posto come miglior interprete dell'idioma di Dante.

Già vincere il titolo regionale non è stato facile, visto che in gara c'erano venti istituti superiori del Trentino Alto Adige, essere indicata dai docenti nazionali come una tra le dieci migliori d'Italia, però, è un vanto non da poco. Anche perché a questa singolare competizione che mira a tutelare la nostra lingua hanno partecipato poco meno di un migliaio di scuole superiori di cui quattro dall'estero (Romania, Slovenia, Germania e Svizzera).Tra i primi dieci che «masticano» meglio l'italiano, però, c'è la giovane arcense che sfiderà altri nove finalisti per il titolo olimpico. E non è certo un traguardo da poco specie in un'epoca in cui in molti, soprattutto ad alti livelli (politico ma non solo) inciampano spesso e volentieri nella grammatica e nella sintassi.

Anche la lingua madre, insomma, può sfuggire di mano e chi pensa che archiviare, per esempio, un congiuntivo sia un segno dei tempi si sbaglia. A dimostrarlo, per fortuna, ci sono le giovani generazioni innamorate della propria parlata. Come Anna, che a 15 anni è affezionata all'italiano da molti bistrattato e lo difende. «Mi piace l'italiano come mi piacciono le materia classiche, anche greco e latino. - spiega - Diciamo che ho una grande passione per lo studio in generale. È un'inclinazione iniziata prima di iscrivermi al liceo classico ma che poi, chiaramente, è esplosa alle superiori».

Il suo sogno, d'altro canto, è in linea con l'amore per la lingua nativa. «Vorrei diventare una scrittrice, è questo il mio sogno nel cassetto. Leggo molto e mi piace scrivere». Per ora si gioca l'oro sfidando altri nove studenti. Alla finale ci è arrivata con il massimo dei voti tanto che la sfida regionale tra venti istituti, vinta ovviamente, come detto l'ha ceduta ad un collega di Cles. Per lei, infatti, si sono spalancate le porte dell'élite, della sfida ristretta all'università di Salerno sostenuta dal Miur, il ministero dell'istruzione. Il primo ostacolo, l'anno scorso, è stato interno.

«Ho vinto la gara del liceo Maffei e sono approdata alle finali regionali categoria junior». Anche qui non c'è stata storia ma è stata poi selezionata nei dieci allievi d'Italia con i voti più alti per una sfida al top. Il liceo Maffei di Riva, d'altro canto, nel suo «Progetto d'istituto» propone diverse azioni didattiche che mirano allo sviluppo e al potenziamento di metodologie e competenze. Particolare attenzione è riservata alla valorizzazione delle eccellenze attraverso la partecipazione a competizioni di diversi ambiti disciplinari (in istituto ma anche a livello nazionale) come gare di lettura e Olimpiadi di italiano.