ALTO GARDA. Il grande ed eterno cantiere della rotatoria di Linfano - alla fine ci vorrà un anno per fare una rotonda, per quanto complessa possa essere sembra uno sproposito - è di nuovo al centro di critiche e questa volta non dagli automobilisti che da tempo devono attraversare il crocevia tra i new-jersey di plastica o dai cittadini che lamentano l'impatto estetico di un cantiere aperto da quasi sei anni, ma da una figura amata e stimata da tutti nell'Alto Garda per la sua forza, la sua tenacia e la sua attenzione.

Mauro Tomasi in Busa lo conoscono quasi tutti e tutti sanno che non è certo uno che si lamenta per niente: «Sono più di 15 anni che giro in Busa con la mia carrozzina monoguida e ho percorso ormai più di 100000 chilometri. È sicuramente grazie a questo stupendo posto che sono diventato un atleta maratoneta ed ultramaratoneta. Sicuramente i percorsi che percorro ormai li conosco ed ho eliminato quelli non agevoli e difficili per me. Questa mia introduzione serve appunto per segnalare che dopo 15 anni un passaggio agibile è diventato inagibile».

Tomasi si rifesce proprio al passaggio accanto alla nuova rotatoria e spiega: “Hanno creato una vera e propria barriera architettonica per persone come me in carrozzina. Ricordo che noi in carrozzina possiamo fare tanti passaggi e percorsi, ma per fermarci basta poco, basta uno scalino, una salita o altro che una persona normodotata tante volte non nota nemmeno. Il passaggio in questione si trova nei pressi di Linfano (tra distibutore e Lidl) che fa parte del Comune di Arco, sulla statale che collega Torbole a Riva. Lì stanno costruendo una nuova rotonda e i nuovi lavori hanno anche ampliato l'uscita dal campeggio Maroardi".

“È proprio lì che hanno chiuso in parte il vecchio passaggio sulla ciclopedonale (marciapiede) ed hanno fatto un nuovo passaggio, che ora comprende una curva in salita e una rampa molto ripida, che per uno in carrozzina è molto pericolosa perché rischia di ribaltarsi ed impuntarsi. Prima il passaggio era diritto quindi bastava prendere un po' di ricorsa e si poteva superare. Ora che hanno fatto la curva e hanno fatto troppa salita non è più usabile per la maggior parte delle persone in carrozzina”.

“Questo passaggio non è stato progettato sulla inclusione e per tutti gli utenti che potrebbero usarlo. Sicuramente non rispetta le norme ISO di "usabilità" che comprende tre criteri fondamentali che sono: efficacia, efficienza e soddisfazione d'uso. Non è efficace perché non serve allo scopo di superare il passaggio per proseguire nel percorso. Non è efficiente perché si deve trovare delle risorse esterne per continuare il percorso, nel mio caso devo attraversare la strada su un passaggio pedonale 20 metri prima, poi fare mezza rotonda di 100 metri fare un altro passaggio pedonale, fare l'altra metà della rotonda altri 100 metri e poi fare un altro passaggio pedonale per riprendere il percorso, tutto questo su una strada super trafficata e farlo di notte si rischia di non essere visti. E sono sicuro che un turista in carrozzina che non conosce il posto nel dubbio andrà sulla strada, come faccio io in città o posti che non conosco e questo almeno nella "mia" zona non deve succedere”.

E ancora: “Il terzo criterio che non è soddisfatto è appunto la soddisfazione d'uso perché non si riesce a passare e di conseguenza crea disagio. Non pretendo che costruiscano una rampa con il 5% di pendenza ma che almeno sia agibile e sicura da fare. Se servisse io sono a disposizione per qualunque prova pratica. Scommetto che non è stato fatto nessun test di usabiltà del nuovo passaggio. Invierò questa mia segnalazione al committente dei lavori che è il Comune di Arco, poi valuteranno loro con il progettista come apportare le modifiche e costruire un passaggio idoneo ed intrusivo per tutti gli utenti che fruiscono del passaggio”.