TRENTO. Esattamente un anno fa, di questi tempi (giorno più, giorno meno), il centrodestra-autonomista rivano implodeva sotto i colpi assestati dall'inchiesta «Romeo». A distanza di dodici mesi l'aria è ovviamente cambiata ma non troppo. Chi è uscito di scena, chi si è "ricollocato" altrove, chi soffre dentro un perimetro non ben definito e chiaro. E chi magari si muove già in prospettiva provinciali 2028.

Niente a che vedere con le ripetute "notti dei lunghi coltelli" dell'anno scorso, ma la recente nascita dell'associazione culturale «Territorio, casa, identità», presentata sabato scorso a Riva, ha innescato un caso che coinvolge anche una parte importante della giunta provinciale. Sotto due profili. Il primo è legato al simbolo e allo slogan usato dalla neonata associazione presieduta da Giovanni Santoni, già segretario del Patt locale.

Colore, simbologia e dicitura fanno tornare in mente la lista dell'assessore provinciale Mattia Gottardi, la «Civica», che tra l'altro ha partecipato alle ultime elezioni comunali di maggio appoggiando la candidatura di Silvia Betta e ottenendo il 2,13% dei consensi. Il primo a non prendere benissimo la cosa è stato proprio l'esponente della giunta Fugatti: «Non entro nel merito della natura dell'associazione che ritengo pienamente legittima - ha affermato ieri l'assessore Mattia Gottardi - Semmai sollevo dei dubbi sulla grafica, sulla simbologia, sul colore, quest'ultimo peraltro creato ad hoc per la nostra lista il cui simbolo è stato depositato e registrato nel 2019.

i sembra che le due cose siano sovrapponibili. Tra l'altro - aggiunge Gottardi - siamo stati informati di questa iniziativa ex post (e ovviamente la cosa non ha fatto piacere, ndr). Nello slogan, a parte il termine «casa», gli altri sono identici ai nostri, idem per le montagne stilizzate. Io parto dal presupposto che se è stato commesso un errore lo si è fatto in buona fede ma ritengo vi siano tempo e modo per correggersi. Anche perché, se in prospettiva i promotori dell'associazione pensano di poter scendere in campo alle prossime provinciali, quel simbolo verrebbe automaticamente escluso». Ieri i vertici de «La Civica» hanno inviato una diffida ufficiale ai responsabili dell'associazione. «Ci dispiacerebbe - conclude Gottardi - dover presentare un'istanza inibitoria in tribunale...». E magari passare anche ad una causa.

C'è poi il secondo profilo, più prettamente politico, che tocca Fratelli d'Italia, prima forza di opposizione in consiglio comunale a Riva. All'associazione ha aderito la consigliera comunale Elisabetta Aldrighetti, tra l'altro presidente del Circolo Alto Garda e Ledro di FdI, e tra il pubblico presente sabato alla presentazione c'era anche l'altro consigliere comunale di FdI Nicola Santoni. Passi per quest'ultimo, molto meno per Aldrighetti, come fa intendere chiaramente l'assessora provinciale di Fratelli d'Italia Francesca Gerosa: «Fratelli d'Italia non ha alcuna relazione con quella associazione, che dai contenuti appare chiaramente politica e con le connotazioni di lista civica - afferma in una nota ufficiale l'assessora della giunta Fugatti - Tengo a precisare che il partito non è stato informato dell'iniziativa da parte dei nostri rappresentanti che hanno partecipato, più o meno attivamente, e si stanno svolgendo i necessari approfondimenti. Fratelli d'Italia si muove e opera sempre nella sua precisa e riconoscibile identità politica, ancora di più laddove ha articolazioni territoriali e rappresentanze istituzionali. Non e' ammissibile in quanto incompatibile con il nostro Statuto, l'affiancamento al partito di organizzazioni terze non affini e non riconosciute, comprendendo al contempo che la partecipazione a tali organizzazioni di nostri esponenti possa creare confusione e destabilizzazione nel messaggio che traspare. Da tutto ciò Fratelli d'Italia si dissocia e prende le distanze - afferma senza mezzi termini Gerosa - Rivendichiamo in modo trasparente la nostra azione politica con il nome e il simbolo di Fratelli d'Italia che non ha bisogno di nascondere il proprio simbolo e i propri valori, ma li rivendica con orgoglio». Delle due l'una, quindi: o Aldrighetti fa un passo indietro rispetto all'associazione, o Trento potrebbe darle il benservito.