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RIVA DEL GARDA. Sette ore di lavoro, tra predisposizione e delimitazione del perimetro e operazioni di ricerca vere e proprie, al momento solo con l'ausilio di uno speciale robot utilizzato in questi casi e capace di scendere a profondità importanti. Una giornata impegnativa e intrisa di speranza che però non ha dato esito positivo: fino alle 17 di venerdì 6 marzo, ora in cui le ricerche sono state sospese e rinviate a data da destinarsi, i resti che si presume siano quelli dell'autista arcense Sergio Tamburini, non sono stati trovati. In un primo momento si sarebbe dovuto riprendere ieri mattina, 7 marzo, e andare avanti per tutto il weekend, fino ad esito positivo.
Nel tardo pomeriggio la decisione di sospendere il tutto, fare il punto della situazione nelle prossime ore e aggiornare le ricerche ai prossimi giorni. Il tutto nel tentativo e nella speranza di risolvere un rebus che ha oltre mezzo secolo di storia.A scandagliare e presidiare la porzione di lago tra le gallerie del Salto della Capra e del Corno di Bò lungo la Gardesana Orientale, a 150 metri dalla costa, ieri mattina c'erano due mezzi e il personale dei Volontari del Garda, la Squadra Nautica del Commissariato di Riva del Garda e l'imbarcazione della Guardia Costiera con a bordo, praticamente per tutta la giornata, anche il sindaco di Nago-Torbole Gianni Morandi.
Le operazioni di ricerca sono state condotte dai Volontari del Garda con l'ausilio di uno speciale robot capace di scendere a una profondità massima di 400 metri; in questo caso l'avvistamento segnalato dal sub di Bressanone che nei giorni scorsi ha informato i carabinieri della stazione di Nago Torbole è avvenuto a circa 90 metri di profondità, dove effettivamente è stata rinvenuta la carcassa del camion della ditta Arcese. Grazie anche a un sonar a testa rotante, è stata setacciata un'area di 300 metri per lato, vedendo chiaramente quel che resta del camion inabissatosi 53 anni fa e anche alcuni sacchi di mangime che stava trasportando il mezzo della ditta Arcese.
Ma dei resti umani segnalati dal sub altoatesino nessuna traccia, purtroppo. In un primo momento il programma prevedeva di riprendere le ricerche stamattina e proseguire anche nella giornata di domani se ve ne fosse stato bisogno. Nel tardo pomeriggio però si è deciso di sospendere il tutto: «Purtroppo dalle immagini non è emerso nulla - ha fatto sapere in serata il sindaco Gianni Morandi - Meglio fermarsi, acquisire nuove informazioni risentendo il sub che ha fatto la segnalazione, peraltro senza fornire coordinate precise, e ripianificare le ricerche per le prossime settimane».
La sera del 26 maggio 1973, attorno alle 23, il camion della ditta «Arcese» diretto verso Torbole, nell'affrontare una semicurva tra la galleria Salto della capra e la galleria Corno di Bò, si trovò di fronte un'auto parcheggiata a lato strada perché rimasta a secco di carburante (il guidatore a piedi era risalito verso Torbole alla ricerca di un distributore di benzina).Il camion, carico di concime, tentò di superarlo ma in quegli stessi istanti dalla direzione opposta sopraggiunse una Fiat 128 condotta da Bortolo Giancarlo Lombardi, 41 anni, e lo schianto fu inevitabile. L'autista dell'utilitaria morì sul colpo; il camion sfondò il guard rail e precipitò nel lago.Il corpo di Egidio Ducati Carloni, 30 anni, di Riva, che sedeva a fianco di Tamburini, venne recuperato qualche giorno più tardi a circa 40 metri di profondità dai sub del neonato gruppo sommozzatori dei Vigili del Fuoco con in testa Umberto Boschetti. Di Sergio Tamburini però nessuna traccia, nonostante una mobilitazione generale protrattasi nel tempo. Ora, quasi per caso, una nuova speranza. Che ci si augura non sia vana anche stavolta.


