PHOTO
RIVA DEL GARDA. Il Lago di Garda resta sotto i livelli medi del periodo, ma al momento non emergono elementi di particolare preoccupazione. A fotografare la situazione è la rilevazione di mercoledì 14 ottobre, quando alle 10.30 l’idrometro di Peschiera ha registrato una quota di 55,5 centimetri sopra lo zero idrometrico. Un dato inferiore di 16 centimetri rispetto alla media del 14 ottobre calcolata dal 1995 e di 25 centimetri rispetto a quella dello stesso giorno del 2025.
A caratterizzare le ultime settimane è soprattutto la stabilità. Nelle 24 ore precedenti alla rilevazione il livello è diminuito di meno di un centimetro, mentre il bilancio dei flussi indica circa 17 metri cubi d’acqua al secondo in entrata e 18 in uscita verso il Mincio. Il lago si trova dunque in una fase di sostanziale equilibrio, con variazioni limitate dopo la contrazione registrata durante l’estate.
Il confronto con la serie storica aiuta a inquadrare il dato. Dal 1995, la quota media del Garda per il 14 ottobre è pari a 71,7 centimetri sopra lo zero idrometrico. L’attuale valore resta al di sotto di questo riferimento, ma non rappresenta un minimo assoluto: nell’arco degli ultimi 31 anni, in otto occasioni il livello è stato ancora più basso.
Dall’inizio dell’anno il percorso del lago è stato caratterizzato da una prima fase di abbondanza e da una successiva riduzione. Nel 2026 la quota aveva superato il metro nei primi mesi, raggiungendo il massimo annuale di 129,6 centimetri il 26 marzo. Il livello era rimasto oltre la soglia del metro fino al 24 giugno, per poi diminuire con il progredire della siccità estiva.
Il punto più basso dell’anno è stato toccato il 19 agosto, quando il Garda si è fermato a 51,7 centimetri. Da settembre, invece, le oscillazioni sono rimaste comprese tra 54 e 65 centimetri, delineando un andamento più regolare rispetto alla fase precedente.
A incidere sul bilancio idrico sono anche le portate regolate dalla diga di Salionze, attraverso la quale viene gestito il deflusso dal lago verso il fiume Mincio. Nel periodo giugno-luglio i rilasci medi si erano attestati tra 65 e 67 metri cubi al secondo. Ad agosto, dopo l’accordo tra Comunità del Garda, Consorzio del Mincio e Agenzia interregionale per il fiume Po (Aipo) per ridurre la portata a 28 metri cubi al secondo, la media era scesa a 50 metri cubi al secondo. A settembre il valore medio si era ulteriormente ridotto a 30 metri cubi al secondo, con un incremento temporaneo per garantire l’irrigazione dei prati stabili mantovani.
Dai primi giorni di ottobre, la portata di deflusso è stata fissata a 18 metri cubi al secondo, un valore che si inserisce nell’attuale gestione delle risorse idriche del bacino.
Il quadro del 14 ottobre restituisce quindi l’immagine di un lago ancora al di sotto della media storica, ma lontano dai minimi più marcati registrati negli ultimi decenni. Dopo la flessione estiva, il livello si mantiene relativamente stabile: sarà l’evoluzione delle precipitazioni e degli apporti idrici a determinare l’andamento delle prossime settimane.


