ARCO. Sono due giovani meravigliose, dalla forza d’animo incredibile, di una sensibilità straordinaria: Nadia Bredice è una sportiva ad altissimi livelli, Laura Urbani è un’artista geniale. Nadia Bredice cresce a Siena ma risiede ad Arco, mentre Laura Urbani è proprio arcense. Hanno una marcia in più, una voglia di vivere esuberante che permette loro di affrontare con grinta le difficoltà dell’esistenza: Nadia è cieca e Laura vive portandosi in uno zainetto i macchinari cui è attaccata per sopravvivere.

Sono diventate amiche arrampicando. Vanno in montagna assieme, scalano pareti e Nadia Bredice, addirittura, è campionessa mondiale di paraclimbing. Un’altra donna, Sara Tavernini, 23 anni di Tione, giovane regista ma con diversi corti ed esperienza nel settore, sta per realizzare su Nadia e Laura un docufilm, dopo aver prodotto il trailer “Oltre l’oscurità”. È stata aperta sul sito gofundme.com la raccolta fondi per poterlo finanziare.

“Oltre l'oscurità” parte dalla vita sportiva di Nadia ma va nel profondo a raccontare la persona e il legame con la montagna. Il film sarà una lettera d’amore alla montagna, grazie alla quale Nadia e Laura si sono riscoperte.

Nadia e Laura si sono conosciute due anni fa ad Arco climbing, l’unico posto in Italia dove una o un paraclimber possa allenarsi agonisticamente ed essere seguita professionalmente. Nadia Bredice racconta: «Sono venuta in Trentino per potermi allenare con strutture e tecnici all’altezza, sia sulla disabilità, sia per competenza agonistica; ho trovato una splendida équipe e così quattro anni fa mi sono trasferita ad Arco. In palestra ho incontrato Laura, anche lei fa parte della squadra agonistica “para”».

Laura Urbani aggiunge: «Allenamento dopo allenamento, chiacchiere e curiosità sulle nostre reciproche vite, abbiamo iniziato ad andare in montagna assieme, complice la nostra passione per la scalata e la natura, per quella sensazione di libertà».

L’idea del film è nata quando Sara Tavernini ha conosciuto la storia di Nadia e ha deciso di raccontarla: «È rimasta affascinata dalla mia vita, dal mio modo di vivere la montagna con lentezza, con altri suoni, dedicandomi ad attenzioni che generalmente non hai». Il progetto ha poi ottenuto il sostegno del Piano giovani Alto Garda e Ledro per la realizzazione del trailer.

Laura Urbani spiega: «Nel trailer, quando senti il fruscio delle foglie o il cane guida di Nadia, ti accorgi che Sara trasmette in maniera naturale un’immersione nei sensi».

Il documentario non sarà però soltanto il racconto della scalatrice cieca. «Riguarderà tutto il percorso personale che mi ha portato a essere quella che sono: la montagna, le persone che incontro e che per me significano tanto», spiega Nadia Bredice.

La campionessa ha voluto coinvolgere anche Laura Urbani: «Non volevo raccontare solo la mia storia: le ho chiesto se voleva raccontarsi perché per me è una persona estremamente significativa».

Tra loro e Sara Tavernini c’è una grande sintonia: «L’arrampicare per noi non è solo atto sportivo ma esprime anche uno stile di vita e un modo di essere», racconta Laura. «Una semplice presa in una via può diventare una modalità per affrontare le difficoltà, mantenendo la calma e concentrandosi sul respiro».

Nadia Bredice conclude: «Arrampicare non è solo performance ma anche ricerca del silenzio e riscoperta di se stesse. Abbiamo un paradiso qua, sentire il fruscio delle foglie, fermarsi in un bosco, senza dover sempre correre o dimostrare qualcosa a qualcuno». Il docufilm verrà girato questa estate.