RIVA. Non sono bastate le scuse private ma anche pubbliche (pronunciate proprio sull’Adige) per evitargli la condanna, strascico inevitabile del ben più pesante procedimento per «violenza sessuale aggravata» al termine del quale è stato condannato a tre anni di reclusione ed è stato radiato dall’Albo, oltre che licenziato dall’Azienda sanitaria provinciale. Il tribunale di Trieste, a conclusione del rito abbreviato richiesto dallo stesso imputato, ha condannato il dottor Carlo Cirrincione a quattro mesi di reclusione per le offese pubblicate sulla sua pagina Facebook ai danni di quattro carabinieri della Compagnia di Riva del Garda, militari che quasi dieci anni or sono oramai indagarono sulla triste vicenda che coinvolse il cardiologo roveretano da una parte e, nelle vesti di vittime, alcune anziane pazienti della Casa di Riposo «Città di Riva» e della Fondazione Comunità di Arco.

Sino al 2013 Cirrincione era stato in servizio all’ospedale S. Maria del Carmine di Rovereto e consulente di numerosi istituti e Case di Riposo a Riva, Arco, Dro, Vallarsa, Avio e Bezzecca, Poi l’indagine successiva alla segnalazione di un operatore della struttura di via Ardaro, la condanna in primo grado e a seguire negli anni le conferme delle Corte d’appello di Trento e quella definitiva della Cassazione.

Nel frattempo però il cardiologo roveretano si era scagliato e sfogato con parole pesanti sui social contro il giudice Riccardo Dies, il pm Valerio Davico, i carabinieri della Compagnia di Riva tra i quali l’ex comandante della stazione Salvatore Foresta e Angela Mizzau, quest’ultima particolarmente presa di mira in quanto donna.

Il procedimento è stato istruito a Trieste, il giudice Dies e il pm Davico hanno ritirato la querela a fronte di una lettera di scusa e di un cospicuo risarcimento danni devoluto in beneficienza.

Non così i quattro militari dell’Arma che sono voluti andare fino in fondo, difesi e rappresentati in giudizio dall’avvocato Valentina Leonardi del foro di Rovereto. Ora, a quasi dieci anni dall’inizio di questa brutta storia, anche per questa appendice è arrivata la parola «fine», almeno in primo grado. Le offese del medico ai militari rimasero visibili a tutti fino al febbraio dell’anno scorso, quando il profilo Facebook del professionista roveretano venne cancellato. Il giudice del tribunale di Trieste ha riconosciuto la colpevolezza di Cirrincione condannandolo a quattro mesi di reclusione, al pagamento delle spese processuali per le parti civili e ad un risarcimento danni di 3.000 euro a testa a tre carabinieri e di 5.000 euro a favore di Angela Mizzau in considerazione della maggior gravità delle offese mosse nei suoi confronti.